23 Aprile 2019
Gabriele Renzi
ACQUA
23 Aprile 2019
Gabriele Renzi

Acea: Investimenti sulle reti e promozione di comportamenti virtuosi per preservare l’acqua di Roma

L'azienda romana: “In un anno perdite della rete ridotte del 16%. ”

Secondo un recente rapporto a cura Unesco circa 2,1 miliardi di persone non hanno ancora accesso all’acqua potabile, concentrate in particolare in quelle aree del mondo a clima arido che i cambiamenti climatici contribuiscono a far crescere per dimensioni.
Anche se, soprattutto nel Sud, fenomeni siccitosi intensi sono sempre più frequenti anche in Italia, tuttavia il nostro paese la fortuna di essere ricco di questa risorsa preziosa. Esiste tuttavia una questione legata allo spreco idrico, tema che investe le nostre infrastrutture, ma anche i singoli cittadini che dovrebbero adottare comportamenti responsabili per risparmiare questa risorsa vitale.
L’Acea è tra i principali operatori idrici del paese oltre ad essere l’utility che fornisce l’acqua alla città di Roma.

La presidente, Michaela Castelli, interviene su Ecosistema, il programma di Earth Day Italia trasmesso da Radio Vaticana Italia.

 

A causa dei cambiamenti climatici, l'Italia, soprattutto durante la stagione estiva, è sempre più soggetta anche a fenomeni di siccità e di carenza idrica.
Oltre alle condizioni climatiche, c’è però anche un problema infrastrutturale se pensiamo che a livello nazionale circa il 40% dell'acqua immessa nelle tubature viene dispersa prima di arrivare nei rubinetti delle nostre case. Che cosa si sta facendo dal punto di vista infrastrutturale per conservare una risorsa tanto preziosa?

Roma è un territorio che rispetto ad altri non si ferma mai.

Nel momento in cui tutta Italia sta vivendo il cambiamento climatico come un tema su che da affrontare in ottica futura noi dobbiamo gestire una questione significativa in un contesto in cui la città ha sempre una quantità di utenze cui dobbiamo garantire l'acqua corrente anche nel periodo estivo e in stagioni siccitose.

Da quando si è insediata la nuova governance, il nuovo consiglio di amministrazione con l’amministratore delegato ingegner Donnarumma, che tra l'altro aveva già vissuto un'esperienza in Acea come responsabile dell'area idrica, ha immediatamente operato degli interventi massicci sul territorio.

Nel primo anno di lavoro siamo riusciti a ridurre le perdite del 16% e quindi a riportarle a un livello del 38%, sotto la media nazionale, e stiamo continuando a operare in questa direzione nonostante le difficoltà del territorio e del contesto in cui operiamo.

Questo è un dato di cui i cittadini hanno iniziato a beneficiare l'anno scorso e sicuramente anche quest'anno e che ci permetterà di poter gestire la situazione con una tranquillità e una serenità che in questo momento abbiamo già portato a casa.

  

Molta responsabilità è anche del singolo. Ognuno di noi con il comportamento quotidiano può contribuire a risparmiare una risorsa così preziosa, ma non sempre ci si rende conto di quanto anche il piccolo gesto possa incidere se rapportato su scala più grande.

Assolutamente.

Su questo l'anno scorso Acea si è mossa con una campagna sul risparmio idrico che verrà ripresa anche quest'anno perché ha trovato molto gradimento anche presso i cittadini. A questa è seguito anche un intervento sulle popolazioni più giovani, quest’anno “Acea scuola” è intervenuta proprio sul risparmio idrico; abbiamo fatto anche un concorso che si concluderà il 30 di giugno per cui le scuole potranno presentare dei video proprio per sensibilizzare, a partire dai più giovani, sul risparmio e l'uso consapevole dell'acqua che non è una risorsa infinita.

In questa campagna abbiamo evidenziato elementi banali: fare la doccia rispetto a fare un bagno vuol dire comunque un risparmio d'acqua di 150 litri; anche l'uso consapevole dello scarico perché per eliminare dei piccoli residui comporta ogni volta un consumo di acqua di 10 litri quando magari lo stesso rifiuto può essere disperso in altro modo, sempre in maniera responsabile ovviamente; la stessa cosa dicasi in cucina dove dobbiamo controllare che i rubinetti non abbiano delle perdite, che ci siano i frangigetto comunque diminuiscono l'afflusso dell'acqua nella fase di primo utilizzo; anche l'utilizzo dell’acqua in giardino che spesso viene fatto in ore che non consentono l'ottimizzazione dell'uso della risorsa perché in ore molto calde l'acqua non ha lo stesso effetto sul terreno perché ovviamente evapora con maggiore rapidità; o ancora la chiusura del rubinetto quando ci si lava i denti, che ormai è diventato quasi un mantra.

  

Molti cittadini preferiscono comprare dell'acqua in bottiglia anziché bere quella che esce dal rubinetto. C'è una mancanza di fiducia nella qualità dell'acqua oppure è una questione di marketing?

Molto è una questione di marketing, ma anche di cattive abitudini.

Quest'anno abbiamo fatto una mostra che ha riguardato gli 80 anni del nostro acquedotto. Il Peschiera è un acquedotto romano che pesca acqua di fonte all'origine e la riporta a Roma già batteriologicamente pura; l'acqua viene sottoposta a circa 300 controlli al giorno per verificare che durante il trasporto non abbia perso le qualità organolettiche; quella che arriva dal rubinetto è un'acqua che non solo è bevibile, ma è anche buona, è un’acqua di fonte che spesso e volentieri non è neanche paragonabile ad alcune acque che troviamo in bottiglia. Quindi è secondo me un problema di cattive abitudini che dobbiamo cominciare a sradicare.

Noi in Acea stiamo iniziando internamente: abbiamo creato delle borracce per cominciare a favorire questo tipo di utilizzo da parte dei nostri dipendenti e in maniera capillare cercare di sradicare queste cattive abitudini. È una campagna che stiamo facendo anche con altri enti pubblici per dire che anche in ufficio e nei luoghi di lavoro invece che comprare la bottiglietta si può andare al rubinetto e ricaricare una borraccia termica con acqua sempre fresca.

  

Si dice che l'acqua romana sia eccessivamente carica di calcio. È comunque nei limiti.

Assolutamente nei limiti e insieme a calcio, siccome il territorio su cui si trova Roma è tufaceo, contiene anche tantissime proprietà.

Quello di cui la gente non si rende conto è che l’acqua corrente che arriva dalla fonte, paragonata all'acqua in bottiglia che magari rimane in magazzino può essere non correttamente trasportata o immagazzinata è sicuramente meno rischiosa.

il sapore dell'acqua è tipico del luogo in cui viene captata e noi abbiamo un acqua di fonte che è captata in un territorio noto per essere la maggiore è la migliore riserva idrica d'Italia.

Intervista a Michaela Castelli del 23 aprile 2019

La presidente di Acea interviene su Ecosistema, la trasmissione di Earth Day Italia trasmessa da Radio Vaticana Italia

 
 

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