31 Agosto 2016
Gabriele Renzi
ACQUA
31 Agosto 2016
Gabriele Renzi

Acqua inquinata, a rischio la salute di oltre 300 milioni di persone in tre continenti

L’Unep avverte: in Africa, Asia e America Latina il 50% dei fiumi più inquinato rispetto al 1990

L’inquinamento delle acque è cresciuto in tre continenti, Asia, Africa e America Latina, esponendo centinaia di milioni di persone al rischio di contrarre malattie mortali come il colera e il tifo. Questo l’avvertimento che l’Unep, il programma ambientale delle Nazioni Unite, lancia con il rapporto “Snapshot of the World's Water Quality”.

 
Il preoccupante aumento dell'inquinamento delle acque superficiali minaccia di danneggiare le fonti di cibo e di rendere l'accesso all’ acqua potabile se possibile ancora più difficile, esasperando ulteriormente le disuguaglianze sociali a scapito delle fasce più vulnerabili della popolazione: donne, bambini e poveri in generale.

 
"La crescente quantità di acque reflue scaricate nelle acque superficiali è molto preoccupante. L'accesso ad un'acqua di qualità è essenziale per la salute e lo sviluppo umano ed entrambi sono a rischio se non riusciamo a fermare l’inquinamento.”
Così Jacqueline McGlade, direttore della Division of Early Warning and Assessment dell’UNEP che aggiunge: “Per fortuna è possibile iniziare la bonifica dei fiumi inquinati e c'è ancora tempo per evitare la contaminazione di ulteriori fiumi. È fondamentale che il mondo lavori insieme per combattere questa crescente minaccia".

 
Tra il 1990 e il 2010 l’inquinamento è salito in oltre il 50 per cento dei tratti fluviali di Asia, Africa e America Latina mentre quasi un terzo dei corsi d’acqua ha visto crescere la propria salinità.
Tutti effetti dell’ aumento della quantità di acque reflue non trattate scaricate nei fiumi e nei laghi, dovuto a sua volta alla crescita della popolazione, all'aumento dell'attività economica e all'espansione e intensificazione dell'agricoltura.
In diversi paesi, oltre il 90 per cento della popolazione conta sulle acque superficiali sia come fonte di acqua da bere che per preparare il cibo e per irrigare; va da se che, quando contaminate, queste acque risultano molto pericolose.

 

Sono circa 3,4 milioni le persone che muoiono ogni anno per malattie come colera, tifo, epatite, poliomielite, diarrea e dissenteria. E potrebbero essere molte di più: le Nazioni Unite parlano, infatti, di circa 323 milioni di persone a rischio infezione, 164 milioni in Africa, 134 in Asia e 25 in Sud America. Servono sistemi fognari insomma, e servono in fretta.

 
Preoccupano inoltre l’aumento della salinità delle acque, dovuto agli scarichi delle miniere e degli impianti di irrigazione, e la presenza di fosforo, dovuto al fertilizzanti e pesticidi.
Gli strumenti per contrastare questi fenomeni ci sono, ma è tempo di usarli prima che il tempo cominci a scarseggiare.
"Non c'è dubbio che abbiamo gli strumenti necessari per affrontare questo problema in crescita", dichiara ancora la McGlade. "È giunto il momento di utilizzarli per combattere ciò che sta lentamente diventando una delle più gravi minacce per la salute umana e per lo sviluppo in tutto il mondo."

 
 

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