27 Ottobre 2017
Dario Caputo
ACQUA
27 Ottobre 2017
Dario Caputo

Africa: i disastri naturali hanno colpito 2 miliardi di persone e ucciso 1.5 milioni

Durante il Summit Internazionale sull’acqua e sul clima che si è tenuto a Roma, il ministro dell’Ambiente Galletti ha voluto sottolineare l’impegno dell’Italia nel supportare l’Africa, il continente più colpito dai disastri naturali causati dall’acqua

Roma, nei giorni scorsi, ha ospitato il Summit Internazionale “Acqua e Clima. I grandi Fiumi del Mondo a confronto” fortemente voluto dal Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti per affermare, con forza, l’impegno che l’Italia e gran parte dei governi del Pianeta ha intenzione di assumersi nei confronti dell’Africa, il paese più colpito al mondo dai danni causati dai disastri naturali. All’evento sono intervenuti  il Ministro del Senegal e la Ministra della Guinea, nonché i capi di delegazione dei più grandi Fiumi e laghi africani, insieme a tutti gli Ambasciatori dei paesi del Continente africano in Italia. Nel suo discorso di apertura il ministro Galletti ha dichiarato che: “il mondo industrializzato ha un profondo debito ambientale nei confronti di questo Continente, che è necessario colmare con il trasferimento di risorse, conoscenze e tecnologie che possano ridurre la vulnerabilità di quelle terre rispetto ai cambiamenti climatici. L’acqua e la sua accessibilità, di cui si discute in questo Summit  è, ad esempio, una delle grandi questioni che portano a fenomeni epocali come le migrazioni. L’accordo di Parigi parte proprio da questo principio etico-morale fortissimo, da un salto di qualità nella cooperazione internazionale: creare attraverso l’ambiente nuove condizioni di crescita sociale ed economica”. Nel continuare il suo discorso ha anche annunciato il finanziamento di più progetti per un totale di 5 milioni di euro proprio per aiutare il continente africano nella gestione della risorsa idrica, in particolar modo nei grandi bacini del Congo e del Senegal.

L’Africa, purtroppo, stando ad alcuni dati che la Fao (Food and Agriculture Organization of the United Nations) ha estrapolato dall’International Disaster Database (Em-Dat), ha subito dei danni economici a causa dei disastri naturali per un ammontare di 1500 miliardi di dollari in soli 10 anni colpendo oltre 2 miliardi di persone e uccidendone 1,5 milioni. A risentirne di più sono i paesi in via di sviluppo la cui economia è basata per il 60% sull’agricoltura; il settore primario subisce il 22% del totale dei danni e delle perdite causate dai disastri naturali, percentuale che sale al 25% se si contano solo quelli legati al cambiamento climatico. Si è stimato che in seguito ad ogni disastro naturale l’agricoltura subisce un calo del 3.5%. L’ultimo anno poi è stato particolarmente drammatico per il continente nero: la colata di fango in Sierra Leone ha travolto interi villaggi con 400 morti, il ciclone Enawo in Madagascar, ha causato 80 decessi e 247mila persone sono senza tetto; per non parlare delle pesanti siccità che hanno sterminato le coltivazioni e colpito duramente la popolazione. Criticità notevoli si sono riscontrate anche nel Malawi, dove nonostante la presenza di  notevoli bacini idrici, vi è stato un innalzamento della temperatura con dei picchi oltre i 46° che ha portato milioni di persone a sopravvivere solo  grazie agli aiuti alimentari internazionali.

Due studi, uno condotto nel 2005 da Dilley et all. e uno condotto dalla Fao nel 2006, hanno dimostrato che le zone maggiormente a rischio, in tutto il mondo, per perdite economiche dovute alla siccità sono quelle dell'Africa sub sahariana, dove l'agricoltura rappresenta il 25% del prodotto interno lordo e il 50% se si include l'agro-business. Tutti i disastri naturali sono causati per lo più  da fenomeni legati  all'acqua, così come il 70% delle morti totali causate da disastri naturali sono dovute a disastri che hanno a che fare con l'acqua. Oltre a tutto ciò devono essere presi in considerazione anche i danni diretti ai sistemi di irrigazione, di stoccaggio, agli animali o ai trasporti; proprio per questo il Summit ha assunto grande valore come ha dichiarato anche Pierluigi Sassi, Presidente di Earth Day. “Il Documento di Roma rappresenta una chiamata all'impegno delle nazioni, delle istituzioni internazionali, del mondo finanziario, imprenditoriale e di noi tutti, per una presa di coscienza di un'emergenza cruciale per le sorti non solo del nostro Pianeta, quanto della nostra stessa sopravvivenza”. E’ quasi superfluo sottolineare l'importanza dell'acqua per il benessere, le attività, la convivenza e l'esistenza stessa dei popoli e della civiltà. Forse è più urgente ribadire che soltanto con la collaborazione, la condivisione di risorse, informazioni, capacità e soluzioni, potremo risolvere le crisi idriche e idrogeologiche che ormai colpiscono periodicamente ovunque sulla Terra, senza distinzioni tra nazioni ricche o povere”.

 “L'acqua, ha continuato Sassi, è un tema cardine dello sviluppo sostenibile, da portare non solo all'imminente COP23 di Bonn, ma in qualsiasi futuro contesto dove si decida del futuro dell'ambiente e della società umana. Earth Day Italia, da parte sua, darà a questo tema il giusto risalto sulla ribalta del prossimo Villaggio per la Terra 2018, che si terrà nella tradizionale cornice di Villa Borghese a Roma dal 21 al 25 aprile, e che verrà presentato proprio in occasione della Giornata Mondiale dell'Acqua, il prossimo 22 marzo”. 

 
 

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