20 Marzo 2015
Redazione
ACQUA
20 Marzo 2015
Redazione

Giornata mondiale dell'acqua: il mondo ha sete, l’Italia spreca

Nel mondo circa 748 milioni di persone non hanno accesso all’acqua potabile. In Italia il 37% dell’acqua prelevata si disperde nella rete idrica

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Nel mondo circa 748 milioni di persone non hanno accesso all’acqua potabile. In Italia il 37% dell’acqua prelevata si disperde nella rete idrica. Il prossimo 22 marzo si celebra la Giornata Mondiale dell’acqua istituita dalle Nazioni Unite nel 1992 per sensibilizzare sull’utilizzo razionale di questa importante risorsa che sta diventando anno dopo anno sempre più scarsa. Se si considera che, sebbene la Terra sia composta da quasi 1,4 miliardi di km cubi d’acqua, solo 2,5% è acqua dolce e meno dell’1% può essere utilizzata dall’uomo come acqua potabile, si comprende facilmente come la risorsa idrica sia un bene limitato che necessita di un uso razionale.

Con l’aumento della popolazione questo tema assumerà maggiore rilevanza: l’Ocse ha infatti previsto un aumento della domanda mondiale di acqua da qui al 2050 di circa il 55%. Forse non si arriverà alle guerre per l’acqua teorizzate nel 1995 dall’allora vicepresidente della Banca Mondiale Ismail Serageldin, ma lo scenario è comunque inquietante, se si pensa che secondo dati Fao oltre 1,6 miliardi di persone (40% della popolazione mondiale) vive in Paesi con scarsità d’acqua e i due terzi della popolazione mondiale potrebbe vivere in aree a rischio siccità entro il 2050.

Problema, quello dell’accesso all’acqua, che non coinvolge i Paesi più sviluppati che ne consumano (e spesso sprecano) enormi quantità. E noi? Quanta acqua consumiamo in Italia? Secondo gli ultimi dati Istat disponibili (2012) il volume complessivo di acqua prelevata per uso potabile è stato pari a 9,5 miliardi di metri cubi, con una crescita del 3,8% rispetto al 2008.

I valori giornalieri pro capite d’acqua immessi in rete, si legge sempre nel censimento, variano molto a livello regionale. Il Lazio, con 256 litri erogati ad abitante, è tra le prime regioni per erogazione pro capite. Solo a Roma, secondo lAcea, il consumo medio pro capite di acqua potabile è di 300 litri al giorno (circa 120 mila litri all’anno). Complessivamente il volume erogato agli utenti è di 5,2 miliardi di metri cubi, che corrisponde a un consumo giornaliero di acqua pari a 241 litri per abitante, 12 litri al giorno in meno rispetto all’ultimo dato censito nel 2008.

Preleviamo più acqua, ma nelle case ne consumiamo di meno, come mai? Uno dei fattori di risposta potrebbe essere nella dispersione idrica che nel nostro paese supera il 37% che in termini assoluti vuol dire che 3,1 miliardi di metri cubi di acqua immessi ogni anno nella rete idrica nazionale finiscono chissà dove. Potremmo dire che abbiamo tanta acqua, ma che per trasportarla usiamo un colapasta.

 
 

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