24 Luglio 2017
Gabriele Renzi
ACQUA
24 Luglio 2017
Gabriele Renzi

Non solo Roma: al Nord l’emergenza idrica più grave

L’Anbi: serve Piano Nazionale degli Invasi, già pronti 218 progetti da avviare a breve

In Italia l’emergenza idrica continua, soprattutto al Centro Nord.
Anche se sono le situazioni di Roma (dove si teme un razionamento dell’acqua per i cittadini) e del lago di Bracciano a catalizzare l’attenzione dei media,  l’Anbi - Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue – fa notare come la situazione al Nord sia addirittura più grave.
 
Desta preoccupazione in particolare la situazione dell’Emilia Romagna, dove in provincia di Piacenza l’invaso di Mignano è sceso a 700.000 metri cubi; Mignano è una riserva indispensabile per l’uso idropotabile nell’area e di conseguenza sono stati sospesi i prelievi per l’irrigazione e la stessa situazione a breve si teme possa verificarsi al vicino bacino del Molato, ormai al 5% della sua capienza con 250.000 metri cubi d’acqua.
Anche i grandi laghi lombardi sono sotto la soglia di guardia: il lago di Garda è al 31% circa della sua capienza e anche i laghi di Como, Maggiore e di Iseo sono ben al di sotto delle medie stagionali mentre il lago di Idro (Brescia) potrà garantire acqua alle campagne per una sola settimana.

 
In Toscana il lago di Massaciuccoli si trova ormai 30 centimetri sotto il livello del mare e l'approvvigionamento irriguo è statpo sospeso per evitare che l'aggravamento dello sbilancio idrico favorisca l'ingresso di acqua salata.  
Anche nel Mezzogiorno gli invasi registrano mediamente un 30% di acqua in meno rispetto allo scorso anno (Calabria e Basilicata le situazioni più allarmanti), ma complessivamente il bilancio idrico tiene grazie ad una serie di interventi realizzati nel corso del tempo come spiega in una nota Francesco Vincenzi, presidente ANBI: “La situazione nelle regioni centro meridionali è complessivamente meno grave che al Nord grazie alla presenza di invasi a riempimento pluriennale, realizzati nei decenni scorsi grazie alla Cassa del Mezzogiorno. Ciò conferma la necessità del Piano Nazionale degli Invasi, da noi proposto insieme alla Struttura di Missione presso la Presidenza del Consiglio #italiasicura e di cui chiediamo l’inserimento di un primo finanziamento nella prossima Legge di Stabilità. Abbiamo già pronti 218 progetti, i cui cantieri potrebbero essere avviati entro breve, per un importo complessivo di 3 miliardi e 300 milioni da inserire nella più ampia strategia per 2.000 bacini medio-piccoli con un impegno finanziario ventennale pari a 20 miliardi di euro. Di fronte ai cambiamenti climatici, non possiamo lasciare il futuro dei redditi agricoli e del made in Italy agroalimentare alle bizze di Giove Pluvio!”

 
 
 
 
 
 

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