Expo, presentate le linee guida sulla riforma dei reati agroalimentari

Si è parlato di agropirateria ma anche di frode alimentare, crimini che già a settembre potrebbero entrare a pieno titolo nel codice penale

Presentate ieri all’Expo le "Linee guida della Commissione per l’elaborazione di proposte di intervento sulla riforma dei reati in materia agroalimentare". A presentarle il ministro della Giustizia Andrea Orlando, il ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina e il Presidente del Comitato Scientifico dell’Osservatorio sulla criminalità nel settore agroalimentare, Giancarlo Caselli. Si è parlato in modo particolare di agropirateria ma anche di frode alimentare, crimini che già a settembre potrebbero entrare a pieno titolo nel codice penale. Un crimine, quello alimentare, afferma la Coldiretti, che fattura 15,4 miliardi e investe in ambiti complessi e articolati nelle attività di produzione e distribuzione dei cibi con un impatto rilevante sull’economia, sull’ambiente e sulla salute. Per questo è fondamentale contrastarlo.

 “La riforma dei reati in materia agroalimentare nasce dall’esigenza di far chiarezza in questo ambito normativo e combattere un vero e proprio business, spesso con alle spalle organizzazioni criminali” ha spiegato il Ministro della Giustizia, Andrea Orlando.

Alla conferenza sono inoltre intervenuti l Ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, il Vicepresidente del Comitato scientifico dell’Osservatorio sulla criminalità nel settore agroalimentare, Stefano Masini, il Sostituto procuratore presso il Tribunale di Torino, Raffaele Guariniello, il Professore di Diritto Penale all’Università di Pisa, Alberto Gargani; il Professore di Diritto Penale dell'Università di Modena, Massimo Donini.

“Si tratta di una riforma decisiva per il Made in Italy, un lavoro aperto al confronto e al contributo di tutti” ha affermato Giancarlo Caselli, che ha richiesto una proroga fino a settembre per concludere con più precisione il lavoro. Proroga che è stata accordata dallo stesso ministro Orlando.Questa, infatti, è solo una prima fase: a settembre, quando il documento sarà più articolato, verrà sottoposto al vaglio del Ministro Orlando e dei soggetti maggiormente interessati per la sua conclusione e approvazione. “Le linee guida – ha aggiunto l’ex procuratore Caselli – si snodano lungo alcune direttrici, tra cui la tutela della salute pubblica, una maggiore coerenza e compattezza nella tutela della frode fiscali, ma anche norme che tutelino ancor meglio le provenienze geografiche salvaguardando, nel contempo, una reale integrazione europea”.

“La riforma del diritto in materia di reati agroalimentari – ha dichiarato Maurizio Martina – dimostra ancora una volta l’importanza di Expo Milano 2015 e della sua eredità. E' inoltre la testimonianza di come il Paese, il Governo, le istituzioni abbiano collaborato per garantire tutela alle imprese, alla salute dei cittadini, ai sistemi produttivi in una cornice normativa chiara”.

Soddisfatta anche la Coldiretti. “Grazie alla disponibilità di nuove tecnologie, la contraffazione e la frode nell’alimentare sono diventate un vero e proprio affare criminale che va perseguito con un sistema punitivo più adeguato”, ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo, sottolineando come ”il settore agroalimentare richiede un sistema di tutele specifico, non limitato ai casi di contraffazione dei marchi o dei segni esteriori che individuano e distinguono il prodotto sul mercato, ma esteso al valore in sé dell’alimento, con il fine di tutelare non solo la lealtà degli scambi commerciali quanto, piuttosto, la libertà di scelta del consumatore”.