Filiere agricole di qualità nelle aree protette di Roma

Gubbiotti, RomaNatura: “le attività imprenditoriali agricole presenti nelle aree protette sono importanti per rilanciare lo sviluppo sostenibile locale”

Maurizio Gubbiotti, Commissario straordinario di RomaNatura, ci ha parlato delle buone pratiche agricole presenti nelle aree protette di Roma. Perché gestire un area protetta, spiega il Commissario, non significa solo tutelarla, ma anche esaltarne le sue capacità produttive. L’intervento è stato trasmesso dalla Radio Vaticana all’interno di “A Conti Fatti” programma realizzato dalla redazione di economiacristiana.it in collaborazione con Earth Day Italia.

Gubbiotti, RomaNatura è responsabile della gestione delle aree naturali protette del comune di Roma. Forse non tutti sanno che Roma è la città più verde al mondo in termini di superficie…
È la città più verde al mondo, ma è anche la città più agricola d'Europa. RomaNatura è l'ente parco che gestisce 14 parchi e una riserva marina, tutti localizzati sul territorio romano per un totale di 16mila ettari, tra riserve naturali, parchi di quartiere, e una riserva marina. Più della metà di questi 16mila ettari di terreno sono ad uso agricolo.
 
Gestire e valorizzare un area naturale, quindi, non è soltanto tutelarla ma anche esaltarne le capacità produttive per la creazione di un bene economico della città?
L'ente RomaNatura è sempre più impegnato in questa direzione perché oggi i parchi o riescono a valorizzare le attività, l'imprenditoria e tutto quello che è presente nel parco, oppure non possono vincere la sfida di questi e dei prossimi anni. Oggi il parco deve essere capace di rilanciare lo sviluppo sostenibile locale. Avere più della meta dei 16mila ettari ad uso agricolo, con aziende che hanno scelto la multifunzionalità, che vuol dire produzione di qualità, produzione biologica, vendita diretta, fattorie didattiche, cura del verde, è un punto di vantaggio per l’Ente RomaNatura: vuol dire avere un volano molto forte anche per rilanciare il turismo, l'economia, e la stessa occupazione.
 
Tra l’altro proprio lo sviluppo dell'agricoltura urbana e periurbana è uno degli elementi principali per valorizzare la green economy…
L'agricoltura è strettamente collegata al diritto al cibo, diritto alla sovranità alimentare, diritto alla terra. Tutte tematiche che, nei prossimi mesi, saranno oggetto di Expo Milano. Oggi la sfida per un parco non è solo la conservazione, la salvaguardia della biodiversità, ma anche la capacità di ricavare valore aggiunto dalle attività interne.
 
Tra l’altro più un parco è vissuto anche dai cittadini, più è facile che venga protetto e tutelato, attraverso anche un attività di sorveglianza che viene fatta dai cittadini e dai produttori che sono presenti all’interno delle aree...
La fruizione è certamente la garanzia migliore per respingere il degrado. RomaNatura ha parchi di 5/6mila ettari, e il controllo, anche con i propri guardiaparco, non sarà mai totale proprio per la vastità delle aree, per cui avere la collaborazione anche di chi ci lavora produce un bel vantaggio. Una delle soddisfazioni più grandi proprio come RomaNatura, sono state le aggregazioni di agricoltori, come nel caso del parco dell'Acqua Fredda, dove alcuni agricoltori si sono messi insieme e hanno aperto un punto vendita proprio a ridosso del perimetro marginale del parco permettendo la riapertura di un sentiero didattico con la conseguente attività di educazione ambientale con le scuole.
 
Il Santo Padre ha recentemente indetto un giubileo straordinario che partirà l’8 dicembre di quest’anno. Il ministro Franceschini, in una intervista ad Avvenire, ha parlato di progetti che riguardano gli itinerari di fede e tra questi c’è la via Francigena che arriva in alcuni dei parchi che sono gestiti da RomaNatura. Ci sono progetti in questo senso?
Il progetto riguarda l'entrata dei pellegrini a Roma attraverso i parchi della via Francigena localizzati a nord della Capitale, il parco dell'Insugherata e il parco di Monte Mario. Un percorso alternativo alla via Francigena tradizionale, ma autorizzato e riconosciuto dallo stesso Vaticano. Si tratta di un'opportunità in più che i pellegrini hanno entrando da nord verso la capitale, passando dentro questi due parchi che sono all'altezza della Cassia e della Trionfale, zone difficili anche da un punto di vista della congestione del traffico.