“La casa dei pesci” per tutelare l’ecosistema marino

Paolo Fanciulli, pescatore maremmano, da anni combatte una battaglia contro la pesca a strascico illegale, una pratica che sta distruggendo l’ecosistema marino vicino le coste

Quando l’arte è al servizio della salvaguardia dell’ambiente. Paolo Fanciulli, pescatore maremmano, da anni combatte una battaglia contro la pesca a strascico illegale, una pratica che sta distruggendo l’ecosistema marino vicino le coste.

Siamo a Talamone, cittadina di mare nel grossetano. Qui da decine e decine di anni le multinazionali della pesca praticano la pesca a strascico. Si tratta di un metodo di pesca che consiste nel trainare una rete da pesca sul fondo del mare. Niente di sbagliato, se non che questa viene praticata entro le 3 miglia dalla costa. Cosa accade qui? “I raggi del sole, ci spiega Fanciulli, sviluppano, insieme alla Posidonia (pianta acquatica, ndr), fotosintesi clorofilliana, quindi vita e ovviamente più pesce. Con la pesca a strascico illegale si è distrutta la Posidonia, fondamentale per l’ecosistema. Senza dimenticare che in questi punti i pesci depongono le loro uova.”

La conseguenza di tutto ciò è la distruzione di un importante ecosistema marino con la conseguente scomparsa di pesce, fonte di sostentamento per questa cittadina.

“Ma il problema non è solo di Talamone o del Parco Naturale della Maremma, riguarda tutta l'Italia, specifica Fanciulli.
Per combattere questa pratica illegale e tutelare questo ecosistema, Fanciulli ha ideato “la casa dei pesci”. Il progetto nasce nel 2006 quando l’Arpat decise di finanziare un programma interregionale per arrestare il fenomeno della pesca a strascico. Il progetto prevede la posa in mare di blocchi di cemento che svolgono una duplice funzione, quella di dissuasori della pesca illegale ma anche di ripopolamento ittico. In questi blocchi infatti i pesci trovano riparo e un nuovo habitat per deporre le loro uova.

“Posizionandoli in mare abbiamo eliminato più dell’80% di pesca illegale”, spiega il pescatore.

Ma non si tratta di semplici blocchi di cemento. Fanciulli ha infatti chiesto aiuto a degli artisti che, con questi blocchi di cemento, hanno realizzato delle vere e proprie opere d’arte che hanno reso il litorale grossetano un museo marino a cielo aperto.
L’obiettivo è quello di attirare l’attenzione dei turisti e sensibilizzarli su questa importante tematica.

Intercettato da Earth Day Italia che, in collaborazione con il ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali, ha voluto realizzare una rassegna quei casi di comunità rurali che, pur basando la propria economia sull’agricoltura e la produzione agroalimentare, hanno saputo “inventare” nuovi modelli di sviluppo per il territorio. Da questa selezione sono nate 15 storie racchiuse in cinque reportage che sono stati presentati all’Expo il 5 giugno in occasione della Giornata mondiale dell’Ambiente.