Montesegale: prototipo di borgo autentico

Un piccolo comune dell'Oltrepo' pavese proposto come modello di sviluppo contro la crisi, l'urbanizzazione e l'omologazione culturale.

Il nostro Paese è stato per secoli caratterizzato dalla frammentazione comunale: migliaia di "campanili" distribuiti lungo tutto lo stivale che vivevano di economie quasi autosufficienti. La modernità, e soprattutto l'industrializzazione hanno minato alla base questo sistema portando all'urbanizzazione o all'emigrazione gran parte della popolazione dei piccoli comuni.

Oggi, quelli sotto i 30.000 abitanti sono ancora il 70% degli 8.000 comuni italiani; occupano la metà del territorio nazionale, ma raccolgono soltanto il 17% della popolazione. La maggior parte di questi 5.683 "piccoli" comuni sono ormai spopolati e snaturati dallo sfruttamento incontrollato dei territori e da un'urbanistica
degradata, sacrificata nei decenni scorsi alle automobili.
Esistono però ancora un buon numero di comuni che hanno mantenuto la loro identità storica, gastronomica, architettonica, linguistica, paesaggistica... in una parola: "culturale". Sono quelli che l'omonima associazione definisce "Borghi Autentici d'Italia": comunità impegnate a mantenere le proprie peculiarità che il BAI (www.borghiautenticiditalia.it) censisce con lo scopo di coordinarle, in una rete di iniziative, progetti e reciproca conoscenza.
Il primo comune certificato come "borgo autentico" dal BAI è stato Montesegale in provincia di Pavia. Il paesino fa parte della Comunità Montana dell'Oltrepò Pavese: 500 chilometri quadrati di colline padane e vette appenniniche, che conta tra 19 comuni e 16.000 abitanti in tutto. Montesegale occupa 15 di quei chilometri  quadrati e i suoi 326 abitanti sono ulteriormente sparsi in ben 23 frazioni. Dal secondo dopoguerra, comealtre realtà simili, si è via via spopolato, ma qui, a differenza che altrove, non è arrivato quello "sviluppo" incontrollato che, in nome del benessere, consuma il paesaggio e stravolge l'urbanistica secolare.

Il territorio naturale è rimasto incontaminato e le nuove generazioni potranno sfruttare anche il lascito di un'edilizia antica, simboleggiata dal suo castello, per attirare turismo.
Ma questo potenziale non basta per ricevere il riconoscimento di "borgo autentico": la premessa per tale certificazione è che un comune si impegni a progettare e programmare un futuro sostenibile per la sua comunità. Qui è stato fatto: Montesegale è, secondo la motivazione per il certificato del BAI, “il Comune pioniere dell’Oltrepò Pavese, in termini di progetti che migliorino fattivamente la qualità del territorio e lo rendano sempre più “smart”.

Motivazione, questa, per cui il borgo è stato selezionato nell'ambito del progetto di comunicazione "Tra campagne intelligenti e montagne all’avanguardia - Le comunità rurali e montane insegnano come mangiare tutti e mangiare bene", presentato all'EXPO 2015 da Earth Day Ialia Onlus con il sostegno del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali.

In concreto l'amministrazione comunale ha coinvolto nel "Piano di Miglioramento" tutti i cittadini, i produttori locali, i proprietari di case e seconde case del paese; con una serie di incontri pubblici si è pensato innanzitutto di sfruttare case storiche, sfitte, abbandonate o semplicemente aperte solo pochi giorni all'anno da chi è
emigrato, per trasformare il paese in un albergo diffuso che accolga visitatori interessati ad un "vecchio" modo di vivere, dai ritmi più lenti e a misura d'uomo, con un'occhio alla tutela della qualità urbana e della biodiversità del paesaggio.

Il progetto è ora nella fase della mappatura, ovvero del censimento, degli immobili ma l'amministrazione pubblica è "obbligata" a compiere i passi successivi: pena la perdita della certificazione di primo "Borgo Autentico d'Italia", che non è un titolo da poco.

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