Riqualificazione, tutela ambientale e innovazione sociale: il caso Terra Felix

Nel comune di Succivo, in provincia di Caserta, un territorio caratterizzato da un forte degrado e dalla speculazione edilizia, un gruppo di volontari, si sono uniti per difendere uno dei simboli del territorio: il Casale di Teverolaccio

Il suolo è una delle risorse maggiormente consumate dall’attività umana: le abitazioni, le strade, le ferrovie, i porti, le industrie occupano porzioni importanti di territorio trasformandole in modo pressoché irreversibile. Secondo l’ultimo rapporto dell’Ispra “ sul consumo di suolo 2015” si stima che quasi il 20% della fascia costiera italiana - oltre 500 Km quadrati - l’equivalente dell’intera costa sarda, è perso ormai irrimediabilmente. Spazzati via anche 34.000 ettari all’interno di aree protette, il 9% delle zone a pericolosità idraulica e il 5% delle rive di fiumi e laghi. Il cemento ha inoltre invaso persino il 2% delle zone considerate non consumabili (montagne, aree a pendenza elevata, zone umide). Le strade, infine, rimangono una delle principali causa di degrado del suolo, rappresentando nel 2013 circa il 40% del totale del territorio consumato.

Una delle soluzioni per risolvere questo problema è quello del recupero dell’edilizia esistente. Il progetto Terra Felix è un esempio in questo senso.
Nel comune di Succivo, in provincia di Caserta, un territorio caratterizzato da un forte degrado e dalla speculazione edilizia, un gruppo di volontari di varie associazioni locali con capofila Legambiente, in collaborazione con l’amministrazione comunale, si sono uniti per difendere uno dei simboli del territorio: il Casale di Teverolaccio.

Abbandonato a se stesso, tra l’incuria e i rifiuti, e a rischio cementificazione, il casale ha visto nel corso degli anni la realizzazione di tre interventi di riqualificazione: valorizzazione del giardino, realizzazione di una tipicheria nella ex-stalla e rifunzionalizzazione dei locali sottotetto a museo e laboratori didattici.

Tante sono le attività che qui vengono svolte: quello che una volta era “il Giardino del Principe” una parte ora accoglie l'Ortaccio, 6mila metri quadri destinati a 18 orti sociali coltivati, si legge nel sito del progetto,” da anziani pensionati di Succivo che, attraverso pratiche di agricoltura biologica, producono specialità tipiche locali. Gli stessi anziani collaborano alla realizzazione di laboratori didattici per le scuole elementari e medie al fine di tramandare alle nuove generazioni le pratiche agricole tradizionali”.

L’altra parte, invece, è destinata al “Giardino dei sensi”, un percorso nel verde dove scoprire i suoni, gli odori e i sapori che caratterizzano un giardino.
L’ex stalla del casale è stata invece trasformata in “tipicheria”, un “eco ristorante” dove poter gustare le tipicità campane, i prodotti Dop e Doc a Km 0 di questa regione in un ambiente caratterizzato da arcate in tufo, soffitti di legno e mangiatoie in pietra originali del 1600. Un modo di fare cultura attraverso i prodotti del territorio.

Infine tutte le ricchezze e le tipicità di questo territorio e la storia dei suoi abitanti sono stati racchiusi nell’Ecomuseo Terra Felix. Si distingue da un museo tradizionale, si legge sul sito del progetto, “perché non privilegia collezioni storiche particolari, ma mette al centro i valori ambientali e culturali di un dato patrimonio ed è sempre in contatto con le comunità locali”.

Ma il progetto non si esaurisce qui: nel piano superiore del Casale sorge la sala museale, che ospita mostre d'interesse culturale e artistico ma anche laboratori didattici per i bambini.

“Punto di forza di questo progetto è aver creato una rete, ci spiega Antonio Pascale, presidente dell’Ecomuseo Terra Felix. “Essere rete vuol dire allearsi con i soggetti dell’impresa, dell’economia, delle amministrazioni pubbliche e dell’associazionismo e volontariato”. Una rete che ha dato la possibilità a tutti, giovani e anziani, di vivere quotidianamente questo piccolo gioiello campano tutelandolo e insegnando a tutelarlo.

 Un progetto che non parla solo di riqualificazione ma anche di sviluppo economico. Un buon esempio, quindi, di condivisione e innovazione. Intercettato da Earth Day Italia che, in collaborazione con il ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali, ha voluto realizzare una rassegna quei casi di comunità rurali che, pur basando la propria economia sull’agricoltura e la produzione agroalimentare, hanno saputo “inventare” nuovi modelli di sviluppo per il territorio. Da questa selezione sono nate 15 storie racchiuse in cinque reportage che sono stati presentati all’Expo il 5 giugno in occasione della Giornata mondiale dell’Ambiente.