3 Gennaio 2013
Samanta La Manna
ALIMENTAZIONE
3 Gennaio 2013
Samanta La Manna

Agricoltura verticale nei grattacieli serra: la Svezia sperimenta l’alimentazione del futuro

In Svezia sta per concretizzarsi un nuovo e sorprendente sistema di produzione agricola verticale che sembra la soluzione possibile al problema dell'aumento di popolazione sulla Terra. Li chiamano grattacieli serra e hanno solo vantaggi. Unico elemento imprescindibile: che rispettino completamente i cicli naturali.

Ormai è quasi realtà. Entro il 2014 la Svezia inaugurerà la costruzione di un grattacielo interamente adibito alla produzione agricola. Di agricoltura verticale come risposta più che plausibile alla crescente domanda alimentare si parla già da qualche anno. Così nel 2012 nella città scandinava Linkpoing le aziende Plantagon Hans Hassle e Teknisca Verkens hanno dato il via all’ambizioso progetto. 

Pare che l’idea sia nata soprattutto in seguito agli studi della Fao in base ai quali ''entro il 2020 sarà disponibile solo la metà dei terreni arabili procapite che c'erano nel 1960''. Si stima che entro circa 50 anni, l’80% della popolazione della terra vivrà in città; il problema? L’80% della superficie utilizzabile per le coltivazioni di colture agricole sarà già in uso e il 15% di quella terra è stata già danneggiata da pratiche agricole che depauperano definitivamente il terreno. Proprio per gli abitanti delle città i così detti grattacieli serra potranno soddisfare il fabbisogno di cibo.
L’innovativo sistema di 'agricoltura urbana' diminuisce drasticamente l’estensione di suolo necessario alla coltivazione: nella produzione annuale di colture indoor, 1 ettaro equivale, a seconda delle colture, a 4-6 ettari all’aperto. I vantaggi dell’agricoltura verticale risultano essere molti e assolutamente auspicabili: tutti i prodotti alimentari possono essere coltivati senza erbicidi, pesticidi e fertilizzanti. Le acque scure e grigie possono essere convertite in acqua potabile rendendola nuovamente disponibile. Ed è ridotta notevolmente l’incidenza di molte malattie infettive trasmesse in campo agricolo. Naturalmente si riscontrano effetti positivi anche nel settore lavorativo: questo nuovo tipo di agricoltura infatti aumenta l’offerta di lavoro e può rivelarsi utile anche per integrare i campi profughi.
La struttura svedese di 54 metri di altezza dal design avveniristico - obliquo per meglio assorbire la luce solare - sarà in grado di produrre una vasta gamma di verdure a foglia verde, tra cui insalata, spinaci, sedano bianco e senape. Il concetto di base è semplice, ma affascinante: ''verdure fresche consegnate direttamente ai consumatori in città ad un prezzo ragionevole''. Dunque impatto ambientale basso nelle aziende agricole verticali: la semina avviene nei piani più alti e non serve la terra poiché la crescita è assicurata dall'uso di acqua opportunamente arricchita di minerali. Successivamente, durante il processo produttivo le verdure vengono portate nei piani più bassi e quando sono a giusta maturazione si trovano a livello del terreno. La produttività e' altissima: fino a 300 chili di raccolto per metro quadro. Un grattacielo serra di 25 piani può assicurare una produzione sufficiente per 350mila persone.
Neanche un lato negativo? Le aziende agricole verticali avranno successo solo se copieranno i processi naturali in tutto e per tutto. Dovranno essere sicure per l’ambiente, riciclare in modo efficace qualsiasi materiale organico, oltre all’acqua utilizzata. Idealmente la loro costruzione dovrà essere economicamente sostenibile ed operare indipendentemente da sussidi economici esterni. Se queste condizioni saranno realizzate attraverso un programma globale di ricerca, l’agricoltura urbana potrebbe fornire abbondanti e diversi approvvigionamenti alimentari per il 60% della popolazione che vive all’interno delle città entro il 2030. Non resta che mettersi a lavoro.

 
 

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