1 Luglio 2016
Gabriele Renzi
ALIMENTAZIONE
1 Luglio 2016
Gabriele Renzi

Agroalimentare e beni culturali. Caserta lancia la sfida per lo sviluppo del territorio

Per 12 anni il Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana Dop avrà la sua sede nella Reggia di Caserta. In cambio fondi per il restauro del teatro di corte.

Probabilmente se si facesse un sondaggio mondiale chiedendo al campione due parole per descrivere l’italia i termini arte e cibo risulterebbero tra le risposte più ricorrenti.
Cosa potrebbe accadere se questi due settori decidessero di comunicarsi e sostenersi a vicenda? È quello che vogliono scoprire il Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana Dop e la Reggia di Caserta.

 

In occasione dell’assemblea annuale dei Soci del Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana DOP è stato presentato un interessante protocollo d’intesa tra il Consorzio e la Reggia di Caserta. Un progetto pilota a livello nazionale per spingere sulla sinergia delle diverse eccellenze del territorio, partendo da beni culturali e patrimonio agroalimentare.

 

Secondo l’accordo il Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana Dop potrà utilizzare per 12 anni l’edificio delle Cavallerizze all’interno della Reggia come propria sede istituzionale e per l’allestimento di attività culturali rivolte al pubblico.
In cambio della possibilità di lavorare in una sede tanto prestigiosa il consorzio pagherà un affitto, calmierato in considerazione delle sue finalità pubbliche, e soprattutto si farà carico di un’attività di restauro che consentirà alla Reggia di riaprire il teatro di corte, che da settembre sarà nuovamente utilizzabile per visite e spettacoli.

 

Un investimento economico importante da parte del Consorzio con l’obiettivo di generare un volano positivo per l'intera economia territoriale dal momento che, in sostanza, mozzarela di bufala e reggia di Caserta comunicheranno insieme. 
Secondo l’accordo infatti, Consorzio e Reggia in diverse occasioni, sia in Italia che e all’estero, si comunicheranno insieme e vicendevolmente con  l’obiettivo di formare un binomio inscindibile che possa raccontare il territorio casertano al mondo attraverso le sue eccellenze più riconoscibili. Un esempio di collaborazione istituzionale su un progetto che, se manterrà le buone intenzioni, punta alla valorizzazione degli asset del territorio per creare svilupo e occupazione.

 

“Secondo l’ultimo rapporto Symbola i beni culturali contribuiscono al valore aggiunto dell’ industria culturale e ricreativa solo per il 3,5%, è un valore irrilevante se pensiamo al patrimonio immenso che abbiamo. – ha fatto notare il direttore della Reggia di Caserta, Mauro FelicoriIl bene culturale non può raccontarsi da solo; noi oggi facciamo questa scommessa perchè crediamo che la rinascita della reggia non sia possibile senza la rinascita del territorio.
Non vogliamo più raccontare la reggia da sola, ma assieme a un territorio che ha un patrimonio straordinario, fatto anche di agricoltura e in particolare di questo prodotto che rende Caserta famosa nel mondo.”

 

“Siamo felici di questo accordo e di affrontare questa sfida. Ogni anno la  reggia attrae 500 milioni di turisti  e tra questi molti stranieri e molti bambini,  due target di comunicazione per noi molto importanti. – Ha dichiarato il direttore del Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana DOP Pier Maria Saccani - Pochi territori presentano un legame così forte tra arte, prodotti e territorio come il nostro: quando si pensa a Caserta, a Paestum, al Vesuvio si pensa sempre anche alla mozzarella.”

 

Gli fa eco Paolo De Castro, europarlamentare e membro della commissione scientifica del Consorzio: “Oggi parte un’avventura, una sfida importante che si può vincere se tutto il territorio gioca di squadra perchè questa partita non riguarda solo la reggia o il consorzio, ma tutta l’Italia.
La sfida è internazionale, è in gioco l’immagine dei nostri beni culturali e di uno dei nostrl prodotti principali, il più importante del mezzogiorno.“

 
Era il 2010 quando l’allora Ministro dell’Economia Giulio Tremonti disse che “con la cultura non si mangia”. Da Caserta vuole partire un modello per cui non solo con la cultura si mangia, ma, allo stesso tempo, con il cibo si può fare cultura.

 
 

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