6 Maggio 2015
Stefania Galli
ALIMENTAZIONE
6 Maggio 2015
Stefania Galli

Cibo per tutti, Giovanelli, “agricoltura familiare vero motore di sviluppo”

Flaminia Giovanelli, sottosegretario del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace, è intervenuta al seminario “Cibo per tutti? È compito nostro nutrire il pianeta!”

La questione della fame nel mondo si scontra giorno dopo giorno con il paradosso dell’abbondanza. Secondo l’ultimo rapporto della Fao nel mondo ci sono 868milioni di persone denutrite e contemporaneamente 1,5 miliardi di persone sono in sovrappeso o obese. Una delle possibili soluzioni ipotizzate per risolvere il problema della fame specialmente nel Paesi del terzo mondo è quello di incentivare l’agricoltura familiare. A trattare questo importante tema, Flaminia Giovanelli, sottosegretario del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace, nel suo intervento "Agricoltura familiare e custodia del Creato nella nuova enciclica che Papa Francesco sta preparando” nel corso del seminario “Cibo per tutti? È compito nostro nutrire il pianeta!”.
Organizzato dai promotori nazionali della Campagna “Una sola famiglia umana, cibo per tutti” in occasione della Giornata Mondiale della Terra, il seminario ha voluto fare il punto sulla Campagna stessa e suoi risultati ottenuti in questo anno e mezzo di attività.
Dopo l’Intervento, la sottosegretario ha risposto ad alcune nostre domande.

Dottoressa Giovanelli, che ruolo gioca l’agricoltura per il magistero della dottrina sociale della Chiesa?
L’agricoltura è un elemento essenziale della vita dell’uomo. Il diritto all’alimentazione e alla nutrizione è direttamente collegato al diritto alla vita, diritto fondamentale dell’uomo. La Chiesa, che difende l’uomo e i suoi diritti, è in prima linea nell’appoggiare proprio l’attività agricola. Il Pontificio Consiglio Giustizia e Pace, in occasione di quest’anno dedicato all’alimentazione, ha recentemente pubblicato un libro intitolato “Terra e cibo” dove viene descritto l’impegno della Chiesa e del Magistero Sociale dei Papi per lo sviluppo dell’agricoltura.

Che contributo può dare l’agricoltura familiare per lo sradicamento della fame?
L’agricoltura familiare può dare un contributo molto importante per la crescita del singolo e del paese stesso. Un operaio o un lavoratore di una grande azienda multinazionale che, ad esempio, coltiva ananas, alla fine del mese percepisce uno stipendio che gli permette di mantenere la sua famiglia. Però non migliora la sua condizione, non cresce. Un coltivatore diretto, invece, grazie alle nuove tecnologie e soprattutto alla possibilità di formazione, imparerà a creare nuove forme di sviluppo. Si tratta di un vero motore di sviluppo. Non a caso la Fao ha dichiarato lo scorso anno, anno dell’agricoltura familiare.

Il tema ambientale è un tema molto caro anche al Santo Padre, tant’è che a breve uscirà anche una sua enciclica proprio sul tema. Che ci può anticipare a riguardo?
Alcuni elementi non potranno non essere presenti, primo fra tutti l’interesse e la difesa della persona umana intesa anche come custode del Creato. Saranno sicuramente presenti i principi ispiratori della dottrina sociale della Chiesa, soprattutto in questo ambito di destinazione universale dei beni. Tutto ciò, in continuità con il magistero sociale della Chiesa. La prossima Enciclica non potrà non essere, infatti, in continuità con i due messaggi per la pace dedicati all’ambiente del 1990 e del 2009; non potrà non essere in continuità con il quarto capitolo della Caritas in Veritate di Papa Benedetto. Ma saranno presenti anche aspetti nuovi, elementi che sono venuti alla luce in questi ultimi anni.

 
 

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