2 Aprile 2015
Stefania Galli
ALIMENTAZIONE
2 Aprile 2015
Stefania Galli

Fame Zero, così il Brasile ha detto basta al problema della fame

Raggiungendo gli obiettivi di sviluppo del millennio in termini di lotta contro la fame, il Brasile è la prova che, attuando precise politiche di lotta alla denutrizione e alla povertà, si può trovare una soluzione al problema della fame 

Secondo il rapporto della Fao “lo stato dell’insicurezza alimentare nel mondo”, in Brasile il numero di persone che soffrono la fame è sceso di quasi 10 milioni in 20 anni. Tra il 2001 e il 2012, si legge nel rapporto, questo è passato dal 24.3% al 8.3%, mentre la povertà estrema è scesa dal 14% al 3.5%. Dal 2001 al 2012, inoltre, il reddito dei più poveri, che rappresentano il 20% della popolazione, è cresciuto di tre volte. In altre parole, dice la Fao, la quantità di persone che soffrono la fame è scesa del 50%. Raggiungendo gli obiettivi di sviluppo del millennio in termini di lotta contro la fame addirittura in anticipo rispetto al 2015, il Brasile è la prova che, attuando precise politiche di lotta alla denutrizione e alla povertà, si può trovare un rimedio al problema della fame. Nello specifico, queste politiche prendono il nome di Programma Fame Zero.
“Il problema della fame non è questione di mancanza di cibo. Il mondo, infatti, produce molti più generi alimentari di quanto l’uomo abbia bisogno. Ma c’è una parte di questa umanità che non ha i soldi per comprarlo”. Partendo da questo dato di fatto che è stato il punto di partenza per la lotta alla fame in Brasile, l’ex Presidente del Brasile Lula ha raccontato in un videomessaggio all’Expo delle idee, l’esperienza del Programma Fame Zero.

Cos’è Fame Zero. Lanciato nel 2003 dall’allora Presidente Luiz Inácio Lula da Silva, il programma si è posto l’obiettivo di combattere la piaga della fame nelle regioni più povere del Paese. “Un programma ombrello, lo ha definito Lula, con al suo interno diverse politiche”. Welfare, istruzione, occupazione, sanità, promozione dell’agricoltura familiare: sono questi gli aspetti che caratterizzano questo “programma ombrello”.

Le azioni. Il primo passo del Programma è stato favorire, attraverso degli incentivi, lo sviluppo dell’agricoltura familiare. “È fondamentale supportare l’agricoltura familiare, spiega sempre Lula nel videomessaggio, in quanto rappresenta ben il 70% del cibo nazionale prodotto”. Con l’obiettivo di aumentare la produzione agricola, e allo stesso tempo, aiutare i piccoli agricoltori locali, è stata istituita una politica di accesso al microcredito. All’inizio del programma sono stati stanziati per le piccole aziende agricole a conduzione famigliare 2,8 miliardi di real di credito, che sono diventati 28 miliardi nel 2013. Una bella boccata di ossigeno per queste imprese che ha permesso di aumentare la produzione locale e allo stesso tempo di incentivare l’occupazione nel settore.

Programma borsa famiglia. È stato creato un registro delle famiglie più disagiate alle quali, senza il supporto di intermediari, sono stati assegnati dei contributi economici, sotto forma di buoni cartacei o tessera magnetica, per comprare solo ed esclusivamente cibo. Per poter usufruire di questi buoni il programma prevedeva alcune condizioni: prima di tutto l’obbligo delle famiglie di mandare i minori in età scolare a scuola; l’obbligo, per gli adulti, di seguire corsi professionali in modo da incentivare l’occupazione; infine salvaguardare la propria salute e quella dei minori, attraverso visite mediche obbligatorie.

Programma borsa scuola e reddito minimo. Altri importanti elementi sono stati incentivare l’occupazione e aumentare il salario minimo delle classi più indigenti. Negli ultimi 12 anni il salario minimo, in Brasile, è aumentato del ben 74%. Parte fondamentale dei fondi per il programma, inoltre, sono stati destinati all’educazione dei giovani, e in modo particolare al miglioramento degli standard educativi del Paese.

Combattere la malnutrizione infantile. Dedicato in particolare ai bambini appena nati, le donne in dolce attesa e alle neo mamme che stanno allattando, il programma prevedeva la fornitura di prodotti alimentari composti da nutrienti base come ferro e vitamine.

Programma pasti scolastici. Aumento di pasti altamente nutritivi nelle scuole, utilizzando sempre prodotti locali.

Garantire la sicurezza e la qualità dei cibi prodotti. Politiche di maggiore controllo preventivo sulla produzione alimentare. Inoltre è stata data particolare attenzione al consumatore sensibilizzandolo su ciò che significa cibo sicuro, dandogli, soprattutto, maggiori informazioni sull’origine dei prodotti.

Incentivare l’educazione alimentare e l’educazione al consumo. Promozione di campagne sull’educazione alimentare e sul consumo consapevole rivolte specialmente ai più giovani.

 
 

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