11 Novembre 2014
Stefania Galli
ALIMENTAZIONE
11 Novembre 2014
Stefania Galli

Fame antica vs fame moderna: le mille sfaccettature della malnutrizione

Gubbio Città del Ben…essere è un evento che ha affrontato tutti gli aspetti dell’alimentazione ma anche della malnutrizione

Quando si parla di malnutrizione la prima cosa che viene in mente è l’insicurezza alimentare nei paesi in via di sviluppo. Ma questa è solo una parte, certamente la più rilevante, ma non rappresenta la totalità della problematica, che è molto più complessa. La questione malnutrizione si divide infatti per eccesso e per difetto. La seconda è ormai nota a tutti: la fame nel mondo. Anche se, secondo l’ultimo rapporto Fao, sta diminuendo nel mondo il numero di persone che soffrono la fame, la situazione rimane comunque sempre critica. Sono, infatti, circa 805 milioni le persone - vale a dire una su nove - che al mondo che non hanno cibo a sufficienza per sfamarsi. La prima, invece, è esattamente l’opposto, è tipica dei Paesi sviluppati ed è causa di problematiche legate all’obesità.

Ma anche questa distinzione non si può dire completa della questione: la malnutrizione per difetto, infatti, si può caratterizzare anche per un altri aspetti come ad esempio l’apporto carente o insufficiente di fattori nutritivi particolari (ad esempio le vitamine). Questo fatto comporta un progressivo esaurimento delle sue eventuali riserve nei tessuti e può andare a compromettere alcune funzioni vitali del corpo umano. Questo aspetto della malnutrizione non riguarda solo i Paesi più poveri ma oggi si sta riscontrando sempre di più anche nei Paesi più ricchi. Infatti, abbondanza di cibo non significa sempre corretta nutrizione. Capita molto spesso che si mangia tanto ma male dal punto di vista qualitativo rischiando di avere delle carenze socialmente diffuse. Proprio di questo aspetto, poco affrontato dai media, ne abbiamo parlato con Guido Monacelli Medico Nutrizionista Usl Umbria 1, presidente del Centro Studi sulla Nutrizione Umana e ideatore del progetto Città del Ben…essere.

Città del Ben…essere rappresenta un network di città, per il momento localizzate esclusivamente nella regione umbra, che si pongono l’obiettivo di sensibilizzare, e di educare, attraverso eventi ed iniziative, verso una sana alimentazione. Giunto alla 28esima edizione, questo evento ha affrontato tutti gli aspetti dell’alimentazione ma anche della malnutrizione partendo proprio da quella per eccesso. Ogni anno sviluppando un tema particolare, l’evento vuole sensibilizzare l’opinione sulla sana alimentazione ma anche sulla questione della fame nel mondo. Quest’edizione, in particolare, che si è svolta dal 3 all’8 settembre, vista la collaborazione con Caritas, è stata inquadrata nella campagna internazionale “Una sola famiglia umana cibo per tutti” e si è focalizzata maggiormente sulla questione fame nel mondo e sui Millennium goals.

“L’anno di inizio del progetto è il 1987 - ci spiega il dottor Monacelli – quando nel corso di uno stage negli Stati Uniti tocco con mano cosa vuol dire la malnutrizione per eccesso”. Comincia a farsi sentire il problema obesità. “L’Italia, afferma Monacelli” nel 1987 non aveva il tasso di obesità che ha oggi. Il 10% degli italiani oggi risulta obeso, medesima quantità degli USA nel 1987”. “Parallelamente, racconta sempre Monacelli – entro in contatto con quello che vuol dire malnutrizione per difetto: in una clinica universitaria americana molto avanzata nella cura dei danni della retina causati dalla carenza grave di vitamina A, scopro che ci sono mezzo milione di persone cieche nel mondo per carenza di vitamina A (dato OMS). Questa vitamina, infatti, è decisiva nel mantenimento del trofismo della retina. Se i livelli sono molto bassi si arriva a cecità. Con queste informazioni rientro in Italia a Gubbio e con altri amici ci siamo chiesti: cosa possiamo fare per risolvere le carenze e per arginare gli eccessi?”: nasce il progetto Città del Ben…essere, con Gubbio capostipite.

E si parte affrontando proprio le carenze: nel 1995 l’Università di Perugia dimostra attraverso uno studio che il 28% degli studenti delle scuole medie inferiori di Gubbio presentano un ingrossamento della ghiandola tiroide (gozzo tiroideo), accompagnato da bassi livelli di Iodio. Prende il via, allora, un intensa campagna, ancora in corso, di iodioprofilassi che ha portato alla riduzione del gozzo tiroideo a valori dell’8%. Tra le altre carenze si sono affrontate quelle da acido folico, da calcio e da ferro. Carenze che l’Organizzazione Mondiale delle Sanità definisce da “fame nascosta” cioè della mancanza, nell’alimentazione, di micronutrienti essenziali. “Tra gli eccessi, spiega sempre il nutrizionista, abbiamo dato importanza all’obesità. Proprio riguardo quest’ultimo aspetto, nel 2001, prende il via l’Obesity Day, iniziativa promossa su tutto il territorio nazionale dall’Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica. Grazie al progetto De Juventute, ci si è infatti resi conto che il 22% dei 4564 studenti coinvolti e in sovrappeso/obesità”.

“L’ultima edizione dell’evento, racconta Monacelli, affronta il tema dei Millenium goals”. Questo, infatti, non solo è l’anno dell’Expo, che ha fatto della nutrizione il suo fil rouge, ma a settembre 2015 verranno ridiscussi gli obiettivi di sviluppo del Millennio per fare il punto della situazione e capire cosa bisogna fare. Proprio il primo obiettivo di sviluppo del Millennio si focalizza sulla povertà estrema e la fame e nel dettaglio prevedeva di dimezzare, tra il 1990 e il 2015, la percentuale di persone che soffrono la fame. È chiaro quindi che siamo ancora molto lontani dall’obiettivo. “Con il tema “Nel cuore del primo millennium goals…e dopo”, vogliamo sensibilizzare su questa importante tematica”. Quest’anno l’evento ha cercato di racchiudere tutti gli aspetti della malnutrizione: dalla “fame antica”, quella dei paesi poveri, su cui si è organizzato un convegno sui Millennium goals; fino alla “fame moderna”, tipica dei paesi cosiddetti ricchi e che va dalle carenze fino al disturbo del comportamento alimentare. “La manifestazione di quest’anno, afferma Monacelli, è stata aperta da una coraggiosissima ragazza ammalata di anoressia nervosa che ha vinto la sua battaglia e ha accettato di sciogliere il fiocco del disturbo del comportamento alimentare”.

Di cosa si è trattato? “L’evento si è aperto con il classico taglio del nastro da parte delle autorità locali. Sul nastro era presente un fiocco viola per simboleggiare i disturbi del comportamento alimentare e prima di tagliare il nastro questa ragazza ha pubblicamente sciolto il fiocco per dimostrare che la fame moderna può essere vinta se affrontata adeguatamente a livello medico e terapeutico”.

Ma questa edizione non si è conclusa qui. Il primo maggio, in occasione dell’inaugurazione dell’Expo, l’evento si trasferirà a Milano per una giornata di dibattiti sull’argomento.

 
 

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