22 Febbraio 2017
Gabriele Renzi
ALIMENTAZIONE
22 Febbraio 2017
Gabriele Renzi

Il Sud Sudan sull’orlo del baratro

Quasi 5 milioni di persone soffrono la fame a causa della guerra civile. In due contee dichiarato lo stato di carestía

È emergenza umanitaria in Sud Sudan. Sono 4,9 milioni di persone a soffrire la fame nella regione meridionale del Sudan, devastata dalla guerra civile scoppiata nel 2013.
A dirlo l’ultimo aggiornamento dell’Integrated Food Security Phase Classification (IPC), il quadro integrato di classificazione della sicurezza alimentare rilasciato dal governo sudanese congiuntamente a tre agenzie internazionli (Fao, Unicef e World Food Programme).

Il 42% dell popolazione è a rischio, di queste 100.000 sarebbero addirittura a inminente rischio morte.
A conferma della gravità della situazione la dichiarazione nelle contee di Leer e Mayendit nello Unity State, uno dei dieci stati del Sudan del Sud, di stato di carestia; è la prima volta dall’inizio della crisi del Corno d’Africa del 2011.

 
"La carestia è diventata una tragica realtà in alcune parti del Sud Sudan e i nostri peggiori timori si sono avverati. Molte famiglie hanno esaurito qualsiasi mezzo di sopravvivenza" Così il rappresentante Fao in Sud Sudan Serge Tissot delinea una crisi che rischia di cancellare intere generazioni dal paese.

 
Sono infatti moltissimi i bambini malnutriti come testimonia Jeremy Hopkins dell’UnicefOltre un milione di bambini si stima siano affetti da malnutrizione acuta in tutto il Sud Sudan; oltre 250.000  bambini sono già gravemente malnutriti; se non raggiungiamo questi bambini con aiuti urgenti molti di loro moriranno”.
È scoppiata nel dicembre 2013 la guerra civile che sta sconvolgendo il Sudan meridionale. Nonostante una pace sia stata sigliata nel 2015, le ostilità non sono cessate, gran parte della popolazione dello Unity State viene sfollata e gli operatori umanitari non riescono accedere alle zone più colpite.
Tra sconvolgimenti politici e continui conflitti, tra un’economia instabile e una insicurezza diffusa, l’emergenza umanitaria è costantemente cresciuta e oggi si trova ad un punto di svolta che rischia di essere anche di non ritorno.

Le organizzazioni umanitarie non sono purtroppo stupite della situazione e chiedono un impegno maggiore da parte della comunità internazionale: "La dichiarazione di carestia nelle contee di Leer e Mayendit dello Unity State non è una sorpresa", ha dichiarato Andrea Tamburini, Amministratore Delegato di Azione contro la fame, una delle ong impegnate sul campo. "I segnali premonitori c’erano tutti. Eppure, anche in questo momento critico, la risposta umanitaria internazionale è vergognosamente sottofinanziata, il personale umanitario subisce frequenti minacce alla sua sicurezza e l'impegno politico per porre fine alla crisi rimane inadeguato".
"In casi di emergenze sempre più complesse prolungate, dobbiamo fare di più che mantenere in vita le persone", ha continuato Tamburini. "In Sud Sudan, naturalmente, le nostre immediate priorità oggi sono salvare vite umane e alleviare la loro sofferenza. Ma dobbiamo anche pensare a cosa viene dopo e andare oltre la visione a tunnel di risposta alle emergenze tradizionale. Abbiamo bisogno di pianificare soluzioni che aiutino tracciare un percorso in cui le comunità si possono ricostruire e diventare più resistenti alla crisi."

 
 

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