26 Giugno 2017
ALIMENTAZIONE
26 Giugno 2017

La svolta green del Prosecco

Il Consorzio per la tutela del Prosecco Doc mette al bando Mancozeb, Folpet e Glifosate. Zanette: scelta per tutela del cittadino

Nove provincie tra il Veneto e il Friuli Venezia Giulia, 13.000 aziende da 2 ettari circa di media per un vigneto complessivo di oltre 23.000 ettari in grado di produrre 410 milioni di bottiglie nel 2016.
Sono i numeri principali del Consorzio per la tutela del Prosecco Doc, una delle realtà più grandi e importanti del settore vitivinicolo italiano che dal 2009, anno della sua nascita, ad oggi ha praticamente quadruplicato la sua produzione.

 
La Doc è oggi alle prese con un passaggio fondamentale. Recentemente infatti il consorzio ha proibito ai suoi associati l’utilizzo di Mancozeb e il Folpet (due fungicidi) e del Glifosate, un diserbante il cui uso nei mesi scorsi aveva creato qualche tensione con i cittadini.
“Come consorzio stiamo adottando da diversi anni delle indicazioni che vanno nella direzione della massima tutela del cittadino e del consumatore. – spiega Stefano Zanette, presidente del Consorzio per la tutela del Prosecco Doc, intervenendo su “A Conti Fatti”, rubrica a cura di economiacristiana.it trasmessa da Radio Vaticana Italia ASCOLTA L’INTERVISTA  - Anche se tutti i prodotti in questione sono comunque prodotti legali, abbiamo voluto intervenire perché siamo consapevoli che attraverso una viticoltura sempre più attenta all'ambiente e alla salute potremo avere un sempre maggiore coinvolgimento e apprezzamento da parte del consumatore non solo italiano, ma anche a livello internazionale.”
 
Un gesto, insomma, di attenzione ad un territorio su cui si stanno tra l’altro sviluppando interessanti forme di turismo enogastronomico: “C'è tanto spazio per poter crescere in questo senso. Le aziende si stanno attrezzando e, anche grazie all'aiuto dei consorzi e delle organizzazioni che operano a livello territoriale, questa sarà una delle fonti di reddito che porterà un benessere ulteriore non tanto a chi opera già nel campo della viticoltura e dell'enologia, ma anche a chi può sviluppare delle attività integrative.”

 
È la storia di un territorio che si identifica con un prodotto, un connubio che si prende le sue soddisfazioni anche fuori dai confini nazionali, il Consorzio esporta il 70% della propria produzione, ma che come rovescio della medaglia riscontra un numero crescente di tentativi di imitazione: "È una lotta (quella contro l’italian sounding ndr) che ci impegna quotidianamente con grande dispendio di energie e risorse. -  ricorda Zanette - Sul fronte della tutela sia a livello nazionale che internazionale abbiamo creato una società con gli altri due consorzi che operano nel mondo del prosecco, il Conegliano Valdobbiadene e l'Asolo prosecco, che opera in modo congiunto e stiamo ottenendo dei grandi risultati, anche grazie al sia delle istituzioni italiane che europee.”

 
 
 
 
 
 

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