27 Febbraio 2018
Fabrizio Cavallina
CAMBIAMENTO CLIMATICO
27 Febbraio 2018
Fabrizio Cavallina

A Bologna celebrati i 30 anni dell'IPCC, il gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico

La giornata di studi con scienziati ed esperti: presente anche ministro dell'Ambiente Galletti. Ad ottobre 2018 l'IPCC presenterà un nuovo report riguardo gli effetti provocati dall'aumento del riscaldamento globale di 1,5° C rispetto ai livelli preindustriali

L’unione fa la forza e il contrasto ai cambiamenti climatici può essere affrontato esclusivamente con uno sforzo collettivo e unanime; il cammino verso un futuro disegnato dai connotati dello sviluppo sostenibile, tuttavia, implica una conoscenza precisa della rotta da perseguire insieme. Le conseguenze provocate dai climate changes, infatti, possono essere mitigate solo attraverso uno studio competente che ne indichi le nuove cause e gli effetti: perché prima di affrontare un nemico, è necessario comprenderlo fino in fondo.
Partendo da questa premessa è stata allestita lunedì 26 febbraio a Bologna, con la partecipazione di scienziati di fama internazionale, la celebrazione dei 30 anni dalla fondazione del IPCC – gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico –, l’organismo internazionale che dal 1988 fornisce all’opinione pubblica e ai responsabili politici valutazioni periodiche su rischi e impatti dei mutamenti del clima. Una giornata di studi nella suggestiva cornice dell’Alma Mater Studiorum, la più antica università d’Europa, caratterizzata dalla presenza del ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti e di figure illustri del panorama scientifico, che hanno dibattuto su temi come le opportunità legate allo sviluppo sostenibile, ad una transizione verso un modello energetico low-carbon e del ruolo che deve assumere la scienza nei riguardi del clima.

L’assegnazione del data center sul meteo – ha affermato il ministro Gallettila celebrazione del G7 Ambiente che ha reso Bologna per 10 giorni capitale mondiale del contrasto al climate change sono state le migliori premesse per celebrare nel capoluogo emiliano la ricorrenza dei 30 anni dell’IPCC, fondamentale presidio ONU per aiutarci a sostenere, e confidiamo, a vincere la sfida per un futuro più vivibile nel nostro pianeta”. L’IPCC – con il suo lavoro di evidenza scientifica – ha aiutato ad approdare verso “un percorso virtuoso che ha portato all’adozione del Protocollo di Kyoto e dopo dell’Accordo di Parigi” ha aggiunto il ministro.

L’evento è stato organizzato da “Connect4Climate”, il programma della Banca Mondiale per la comunicazione sul cambiamento climatico, nell’ambito di “All4theGreen”, il movimento che proprio in occasione dello scorso G7 Ambiente a giugno ha accesso i riflettori sullo sviluppo sostenibile con oltre 100 iniziative condotte a Bologna. La celebrazione dei 30 anni del IPCC è stata un’occasione per rilanciare quel ponte tra le scienze, i decisori politici e il mondo delle imprese. Per debellare gli effetti dei cambiamenti climatici, infatti, fondamentale è concentrarsi sul dialogo tra diverse discipline, come ha spiegato Antonio Navarra, Presidente della Fondazione CMCC, presente a all’Alma Mater Studiorum: “Spesso le istituzioni scientifiche sono organizzate per dipartimenti separati. Un modo di organizzarsi che appartiene ai secoli che ci hanno preceduto, guardare al futuro vuol dire abbattere queste barriere e trovare il modo di contribuire insieme a individuare le soluzioni per problemi che sono di fondamentale per il Pianeta dei prossimi decenni”.

Dopo tavoli di lavoro e interventi, tra cui Ibrahim Thiaw, Vice Direttore Esecutivo UNEP (United Nations Environment Programme), e dell’Ambasciatore delle Fiji, Deo Saran, la giornata di studi è terminata con un concerto del pianista Danilo Rea, accompagnato dall’artista Alex Braga e da un software di intelligenza artificiale, durante il quale sono state proiettate immagini della Terra accompagnate dalla musica. L’IPCC – forte del suo impegno trentennale – prosegue il suo impegno di informazione nei confronti del mondo intero e attualmente sta lavorando ad un nuovo report riguardo gli effetti provocati dall’aumento del riscaldamento globale di 1,5° C rispetto ai livelli preindustriali, proprio al fine di rafforzare la risposta globale innanzi ai cambiamenti climatici. Il rapporto verrà presentato ufficialmente in tempo per la COP24 che si svolgerà a Katowice, in Polonia, a fine anno.

 
 

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