22 Novembre 2018
Giorgia Martino
CAMBIAMENTO CLIMATICO
22 Novembre 2018
Giorgia Martino

Allarme ONU, nuovo picco anidride carbonica: "Cambiamenti climatici distruttivi e irreversibili"

Secondo il Bollettino dell'Organizzazione Metereologica Mondiale, l'aumento di concentrazioni di gas serra aumenta a velocità vertiginose: per il Segretario Generale della WMO, il margine d'azione è sempre più stretto

I livelli di gas serra che intrappolano il calore nell’atmosfera hanno raggiunto un nuovo preoccupante record: è quello che ci fa sapere la WMO – World Metereological Organization (Organizzazione Metereologica Mondiale).

Secondo l’agenzia specializzata dell’ONU, infatti, nonostante le grandi promesse mondiali del 2015 e gli obiettivi posti entro il 2030, non vi è alcuna inversione positiva di tendenza, e questo porta inesorabilmente ad una costante discesa planetaria per ciò che riguarda il cambiamento climatico e, quindi, anche l’innalzamento del livello del mare, l’acidificazione degli oceani e gli eventi climatici più estremi.

L’ultimo Bollettino sui Gas Serra della WMO mostra come le concentrazioni medie globali di anidride carbonica abbiano raggiunto 405,5 parti per milione (ppm) nel 2017, da 403,3 ppm del 2016 e dai 400,1 ppm del 2015. Sono aumentate anche le concentrazioni di metano e ossido nitroso, con la ripresa di un potente gas serra che impoverisce l’ozono, chiamato CFC-11.

I risultati chiave del Bollettino vengono riportati anche in una nota della WMO, e sono i seguenti.

Diossido di carbonio

Il diossido di carbonio (o anidride carbonica) è il principale gas serra a lunga vita presente nell’atmosfera. Le concentrazioni hanno raggiunto 405,5 ppm nel 2017, il 146% della concentrazione preindustriale (prima del 1750). L’aumento della CO2 dal 2016 al 2017 è stata quasi uguale all’aumento della stessa nell’ultimo decennio.

Metano

Il metano (CH4) è il secondo gas a effetto serra longevo più importante, e contribuisce per il 17% al forzante radiativo, ossia al peso che un gas ha sulle alterazioni atmosferiche e dunque sui cambiamenti climatici. Circa il 40% del metano è emesso nell’atmosfera da fonti naturali (zone umide, presenza di termiti, etc), e circa il 60% proviene da attività umane, come gli allevamenti di bestiame, le coltivazioni intensive di riso, lo sfruttamento di combustibili fossili, le discariche e le biomasse. Il metano atmosferico ha raggiunto un nuovo record di circa 1859 ppb (parti per miliardo) nel 2017, ed è ora pari al 257% del livello preindustriale.

Ossido nitroso

L’ossido nitroso (N2O) viene emesso nell’atmosfera sia da fonti naturali (circa il 60%) che da attività umane (40%), come l’uso dei fertilizzanti, la combustione di biomassa, i processi industriali. La sua concentrazione atmosferica nel 2017 era pari a 329,9 ppb, ed è pari al 122% dei livelli preindustriali. Si tratta di un gas che gioca un ruolo molto importante nella distruzione dello strato di ozono stratosferico che ci protegge dai danni dei raggi ultravioletti del sole.

CFC-11

Il Bollettino della WMO ha una sezione speciale dedicata al CFC-11. Si tratta di un potente gas a effetto serra che riduce l’ozono stratosferico. Dal 2012, il suo tasso di declino è rallentato di molto rispetto al decennio precedente, probabilmente a causa dell’aumento delle emissioni associate alla produzione di CFC-11 nell’Asia Orientale.

Come si legge sulla nota dell’Organizzazione Metereologica Mondiale, dal 1990 c’è stato un aumento del 41% dell’effetto riscaldante dei gas serra sul clima, e la CO2 ha rappresentato circa l’82% di questo aumento negli ultimi dieci anni.

Commenta Petteri Taalas, segretario generale della WMO: “La scienza è chiara. Senza rapidi tagli alla CO2 e ad altri gas a effetto serra, i cambiamenti climatici avranno impatti sempre più distruttivi e irreversibili sulla vita della Terra. La finestra di opportunità per agire è praticamente chiusa”.

Continua Talaas: “L’ultima volta che la Terra ha sperimentato una concentrazione di CO2 paragonabile a questa è stato 3-5 milioni di anni fa, quando la temperatura era più calda di 2-3° C e il livello del mare era di 10-20 metri più alto di ora”.

Elena Manaenkova, vicesegretaria generale della WMO, ha dichiarato: “La CO2 resta nell’atmosfera per centinaia di anni, e negli oceani ancora più a lungo. Al momento non esiste una bacchetta magica per rimuovere tutto l’eccesso di anidride carbonica. Ogni singola frazione di grado di riscaldamento conta, e così vale per ogni parte per milione di gas serra”.

Questo Bollettino si aggiunge ai rapporti che forniranno una base scientifica per le decisioni sui cambiamenti climatici delle Nazioni Unite, che avranno sede dal 2 al 14 dicembre a Katowice, in Polonia. L’obiettivo principale dell’incontro sarà quello di adottare delle linee guida per realizzare l’Accordo di Parigi, che mira a mantenere l’aumento della temperatura globale media entro 1,5°C.

 
 

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