1 Dicembre 2015
Redazione
CAMBIAMENTO CLIMATICO
1 Dicembre 2015
Redazione

Aperta la COP21. Alla ricerca di un intesa per salvare il Pianeta.

Decine di leader globali hanno parlato all’apertura della conferenza. Renzi: "non solo biologi o climatologi, ma anche gli economisti ci dicono di fare la nostra parte, facendo quindi del climate change una questione economica"

Aperta ieri la 21ma Conferenza delle Parti sui cambiamenti climatici. Alla cerimonia di apertura oltre cento Capi di Stato; è la prima volta nella storia delle conferenze delle Nazioni Unite che tanti governanti si riuniscono insieme.
L’obiettivo dichiarato è quello di trovare un accordo vincolante (e ambizioso) in grado di contrastare il riscaldamento globale per contenerlo entro la soglia dei due gradi, pena il rischio di cambiamenti nel clima che sarebbero sostanzialmente irreversibili.
L’Italian Climate Network, e in particolare la delegazione giovanile italiana alla Cop21, sta seguendo in diretta da Parigi i negoziati della Cop 21. Dal loro bollettino riportiamo i principali interventi della prima giornata.
Ban Ki Moon (Nazioni Unite)
Il Segretario Generale delle Nazioni Unite ha auspicato il raggiungimento di un Accordo contenente i seguenti quattro criteri:

  • durabilità: un chiaro messaggio al mercato per una transizione verso una low carbon economy in modo che funga da garanzia per le generazioni future.
  • dinamicità: l’Accordo deve essere in grado di adattarsi all’evolversi del mondo e dell’economia.
  • solidarietà: adattamento e mitigazione in supporto dei paesi più vulnerabili ai cambiamenti climatici.
  • credibilità: tutti i paesi devono essere d’accordo a controllare le emissioni tramite l’applicazione di un meccanismo di revisione degli INDCs, su base quinquennale.

François Hollande (Francia)
Il presidente  francese non ha potuto non aprire l’incontro senza ricordare i tragici fatti che hanno colpito Parigi lo scorso 13 novembre: “non riesco a separare la lotta al terrorismo da quella al riscaldamento globale. Queste sono le due grandi sfide che dobbiamo affrontare perché dobbiamo lasciare ai nostri figli non solo un Mondo libero dal terrore ma dobbiamo lasciargli un Pianeta protetto dalle catastrofi”

Barack Obama (Stati Uniti)
Obama ha sottolineato il senso di urgenza percepito dai Paesi, ricordando che il 2015 marcherà probabilmente il nuovo record delle temperature medie globali da quando abbiamo rilevazioni affidabili. Un’urgenza imposta anche dal fatto che se a Parigi non verranno intraprese azioni profonde, non potranno sussistere scenari “sereni” né per grandi né per piccoli Paesi. Ha poi affermato, riportando una citazione, come “noi siamo la prima generazione ad assistere ai cambiamenti climatici e allo stesso tempo l’ultima in grado di risolvere il problema”.

Matteo Renzi (Italia)
Il Premier Renzi ha rimarcato la necessità di un’azione urgente e collettiva al cambiamento climatico in maniera da non far pagarne le conseguenze ai nostri figli: “oggi, non solo biologi o climatologi, ma anche gli economisti ci dicono di fare la nostra parte, facendo quindi del climate change una questione economica”. Renzi ha proseguito affermando come l’Italia arrivi a Parigi con “le carte in regola” visti i suoi sforzi nello sviluppo della geotermia e del fotovoltaico, e che, con la nuova legge di stabilità, 4 miliardi di Euro saranno investiti per i cambiamenti climatici da qui al 2020. Il Premier, inoltre, ha presentato le azioni delle compagnie nazionali ENI ed ENEL come esempi virtuosi in Italia e nel mondo: hanno “cambiato pelle”, ci tiene a sottolineare il Premier, diventando aziende leader del processo di innovamento green.

Xi Jinping (Cina)
Importante arrivare ad una governance globale per il cambiamento climatico all’altezza delle sfide del secolo. Per tale obiettivo sarà fondamentale la mobilitazione non solo dei governi, ma anche degli attori non governativi, delle industrie e della società intera. Il leader cinese sostiene un rapporto fruttuoso e cooperativo tra paesi industrializzati e in via di sviluppo, pur tenendo fermo il principio delle “Responsabilità Comuni Ma Differenziate”, che implica la definizione di contributi nazionali per contrastare cause e conseguenze dei cambiamenti climatici secondo le rispettive specificità e responsabilità storiche nazionali.

Angela Merkel (Germania)
La cancelliera tedesca, sulla base delle proiezioni attuali effettuate sull’effetto aggregato dei contributi nazionali volontari presentati, ha dichiarato che questi non saranno consistenti con il mantenimento dell’aumento di temperatura media globale al di sotto dei 2° entro la fine del secolo. La Germania, e con essa l’Unione Europea, sostiene quindi che l’Accordo debba essere ambizioso, comprensivo, equo e vincolante. In particolare, secondo la strategia tedesca, è necessario istituire un meccanismo di verifica quinquennale per permettere di adattare e migliorare i contributi nazionali di ogni paese secondo un principio non regressivo, ossia con impegni aggiornabili esclusivamente al rialzo.

Vladimir Putin (Russia)
Putin ha auspicato che il il cambiamento climatico sia la sfida più coraggiosa da intraprendere per l’umanità, ed illustrato come la Russia abbia già ridotto del 33.4% le proprie emissioni e preveda di estenderne la riduzione di un ulteriore 13.5% entro il 2020.

 
 

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