9 Dicembre 2015
CAMBIAMENTO CLIMATICO
9 Dicembre 2015

COP21, pubblicata la bozza d'accordo.

Mentre iniziano le discussioni sul documento finale si delineano gli schieramenti sovranazionali. Il ministro Galletti Firma per includere i giovani nelle prossime conferenze.

Nel pomeriggio di oggi è stata pubblicata la bozza dell'accordo finale della COP21 di Parigi. I paragrafi della bozza saranno discussi, ed eventualmente approvati, nelle prossime ore e giorni per arrivare al documento finale che, secondo le speranze dei più, stabilirà dei vincoli per i governi del pianeta al fine di ridurre le emissioni di gas serra nei prossimi decenni e contrastare così l'innalzamento della temperatura media della Terra. 

Intanto, in precedenza, grazie al The Guardian, era trapelatala la notizia che l'ACP Alliance, il "cartello" formato da Stati uniti, Unione Europea, nazioni africane, caraibiche e del Pacifico, ha raggiunto un accordo su alcuni punti comuni da far approvare nel documento finale. In particolare l'alleanza cercherà di ottenere un accordo vincolante e dinamico, che ponga come obiettivo di lungo termine il limite di aumento della temperatura media a 1,5 gradi centigradi entro il 2100. Non è questione da poco, visto che gli scienziati hanno sempre indicato questo traguardo come quello più efficace per contrastare i cambiamenti climatici, mentre il limite più "raggiungibile" per cercare di mettere tutti d'accordo è ritenuto quello dei 2 gradi centigradi. Il gruppo dei paesi suddetti è anche d'accordo per instaurare un sistema di trasparenza e contabilità che controlli l'effettivo compimento degli impegni che le diverse nazioni prenderanno ufficialmente, e per prevedere revisioni quinquennali di questi impegni che regolino e adeguino le misure ai futuri sviluppi della situazione. Lo scoglio da superare per queste misure, che tendono verso le aspettative più ottimistiche degli ambientalisti, è l'accordo con gli altri paesi attestati su posizioni meno impegnative. Si tratta dei paesi in via di sviluppo e di colossi industriali come Cina, India, Arabia Saudita, Giappone, Russia, Australia ed altri, più o meno titubanti sulle misure più radicali. Altro nodo cruciale si annuncia il concetto di low carbon economy, la progressiva diminuzione della dipendenza dei processi produttivi dalle fonti di energia fossili: alcuni paesi sono più propensi a imboccare questa strada, altri, che sui combustibili fossili fondano la propria ricchezza, lo sono molto meno.
Per quanto riguarda il contributo del nostro governo alla conferenza va registrata la firma di lunedì scorso del ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti, a sostegno del "Principio di Equità Intergenerazionale" presentato dalla sezione giovani di Italian Climate Network. Il documento mira a far restare nell'accordo finale il concetto, ora presente nel preambolo della bozza, per cui le prossime conferenze sul clima prevedano anche delle rappresentanze delle giovani generazioni. “L’Italia esprime pieno sostegno all’affermazione del principio dell’Equità Intergenerazionale all’interno dell’Accordo di Parigi - ha dichiarato nell'occasione il ministro Galletti - in quanto espressione della difesa dell’ambiente e del clima secondo valori non negoziabili. I giovani sono il nostro futuro e a loro dobbiamo garantire le stesse possibilità di cui noi godiamo oggi."

 
 

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