12 Dicembre 2015
Redazione
CAMBIAMENTO CLIMATICO
12 Dicembre 2015
Redazione

COP21. Siglato l'accordo

Obiettivo non sforare i due gradi con la promessa di massimizzare gli sforzi per  contenere l'aumento delle temperature entro il grado e mezzo a fine secolo

Raggiunto a Parigi l'accordo sul clima.  
Dopo 20 Conferenze delle parti, a 23 anni dal summit di Rio de Janeiro in cui era stata firmata la convenzione per la difesa del clima, il mondo (195 i paesi partecipanti) comincia ad impegnarsi in modo concreto per ridurre le emissioni serra nell'atmosfera.
L’obiettivo di lungo termine è la stabilizzazione dell’incremento delle temperature medie globali sotto i 2 gradi, ma sforzandosi di rimanere entro i +1,5 gradi alla fine del secolo.

Ciò che è ancor più importante è la definizione di un percorso chiaro di riduzione delle emissioni attraverso una revisione degli impegni di riduzione delle emissioni di gas serra ogni 5 anni.
Riguardo agli aspetti finanziari, è prevista la mobilitazione di un minimo di 100 miliardi di dollari all’anno che i Paesi Industrializzati (a partire dal 2021) dovranno mobilitare verso i paesi in via di sviluppo e l’implementazione del meccanismo di compensazione per i Paesi più vulnerabili, anche se con impegni non ancora sufficientemente stringenti.
Sono inoltre previste misure per l’adattamento con lo scopo di aumentare la capacità adattativa, aumentare la resilienza e ridurre la vulnerabilità ai cambiamenti
climatici, anche a livello regionale, sub-regionale e locale.

Complessivamente un buon accordo che, se veramente applicato, potrà essere ricordato come il punto di svolta in cui si è intrapresa la strada della decarbonizzazione.
Soddisfatto l'Italian Climate Network “È un accordo bilanciato e positivo, che giunge dopo anni di negoziati. - dichiara la presidente Veronica Caciagli - La strada che abbiamo davanti è segnata: verso emissioni nette zero. E’ il segnale che la trasformazione energetica è ormai in atto e inarrestabile. Toccherà a noi
controllare e stimolare gli Stati affinché attuino le loro promesse nei tempi previsti e aumentino i loro impegni per la riduzione delle emissioni di gas serra nei prossimi anni”

Importante dal punto di vista simbolico il riferimento nel preambilo dell'accordo al principio di equità intergenerazionale che fornisce la linea guida per lo sviluppo delle politiche climatiche dei prossimi anni dando un chiaro riferimento di quali siano i nostri interlocutori: le generazioni future.
“Siamo molto soddisfatti  - ha dichiarato Federico Brocchieri, coordinatore progetti di Italian Climate Network - “le generazioni future sono al centro dell’Accordo di Parigi anche grazie all’esplicito inserimento di un articolo dedicato alla centralità del tema dell’educazione, elemento chiave per una attuazione piena ed efficace delle politiche climatiche”.

Magari non è tutto oro quel che luccica, forse si poteva fare di più e sono diverse le voci che criticano l'accordo e che pensano che rischi di non cambiare realmente le politiche mondiali.
Intanto un segnale è stato dato, speriamo non resti isolato.

 
 

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