14 Novembre 2018
Giorgia Martino
CAMBIAMENTO CLIMATICO
14 Novembre 2018
Giorgia Martino

Cambiamenti climatici: gli italiani i più preoccupati d'Europa

In un sondaggio condotto dalla BEI e da Yougov, è emerso che sono soprattutto i giovani italiani a rendersi conto del danno che l'inquinamento sta facendo al nostro Pianeta

I cambiamenti climatici sono un argomento molto controverso: il mondo è scisso fra chi ritiene che il riscaldamento globale non sia legato alle attività umane e chi è consapevole del grosso danno che l'inquinamento sta facendo al nostro Pianeta. Inoltre, il maltempo violento che ha prodotto varie vittime in Italia nelle ultime settimane non suggerisce nulla di confortante.

Se da un lato ci sono gli eventi che, purtroppo, parlano chiaro, dall’altra vi sono le percezioni che tutti noi abbiamo degli eventi stessi. Ed è proprio su queste percezioni che si concentra il sondaggio congiunto della Banca Europea per gli Investimenti (BEI) e Yougov, la società internazionale di analisi dell’opinione pubblica.

Il sondaggio è stato effettuato in merito alla percezione dei cambiamenti climatici dell’Unione Europea, degli Stati Uniti e della Cina.

A livello globale, sono proprio gli europei ad essere più attenti al pericolo del global warming: le percentuali parlano infatti del 78% degli europei sensibili al problema, contro il 65% della Cina e il 63% degli Stati Uniti. In particolar modo sono gli europei meridionali ad essere preoccupati e, fra questi, spiccano proprio gli italiani. Si parla infatti dell’83% dei nostri connazionali angosciati per ciò che i cambiamenti climatici possono provocare nell’immediato futuro, mentre il 67% ritiene che siamo già sotto una forte minaccia a causa del riscaldamento globale.

Sono soprattutto i giovani italiani tra i 18 e i 34 anni a pensare che le attività umane ci stiano portando alla deriva (69%), mentre le percentuali scendono al 52% se parliamo degli over 65.

Per Monica Scatasta, capo della politica ambientale, climatica e sociale della BEI, la situazione è critica perché i progressi ci sono ma sono troppo lenti: “Per quanto gli europei appaiano più consapevoli dei rischi e delle azioni necessarie rispetto all’opinione pubblica negli USA e in Cina, è necessario proseguire con un impegno ancora maggiore per indurre la comunità internazionale a passare all’azione in occasione della COP24 in Polonia. Come principale finanziatore in campo climatico, continuiamo a dare la massima importanza all’azione per il clima nelle nostre operazioni, e siamo convinti che in contributo dei cittadini sia fondamentale se vogliamo che gli obiettivi di Parigi diventino realtà”.

 
 

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