20 Ottobre 2017
Dario Caputo
CAMBIAMENTO CLIMATICO
20 Ottobre 2017
Dario Caputo

Cambiamenti climatici: la cooperazione tra enti è essenziale per ridurre i rischi delle catastrofi ambientali

L’Agenzia Europea dell’Ambiente ha presentato una relazione per illustrare gli strumenti più innovativi per ridurre il rischio correlato agli eventi climatici estremi

Che i cambiamenti climatici stessero apportando delle modifiche sostanziali al nostro pianeta era cosa nota ma, secondo quanto riportato dall’Agenzia Europea dell’Ambiente (AEA),sono responsabili di tutte le catastrofi naturali che si sono abbattute sull’Europa e sulle altre parti del mondo. Dovrebbe essere quindi necessario creare una rete tra gli esperti dell’adattamento ai cambiamenti climatici e quelli di riduzione del rischio di catastrofi al fine di migliorare la gestione di alluvioni, ondate di calore, mareggiate e incendi boschivi. La relazione presentata dall’AEA cerca di individuare anche gli strumenti più all’avanguardia che le autorità nazionali, regionali e locali dovrebbero utilizzare per affrontare i rischi causati dagli eventi climatici estremi. In tal senso il direttore esecutivo dell’Agenzia europea dell’Ambiente, Hans Bbruyninckx, ha dichiarato che “la portata della devastazione causata dagli incendi boschivi, dalle alluvioni e dalle mareggiate in Europa e nel mondo dimostra che i costi dell’inerzia sul fronte dei cambiamenti climatici e delle strategie e piani di adattamento e prevenzione sono estremamente alti. La mitigazione del rischio è essenziale, in quanto assicura azioni efficaci prima, durante e dopo eventi catastrofici. Come mostra la nostra relazione, sebbene i paesi europei abbiano iniziato a prepararsi, molto resta ancora da fare sul fronte del rafforzamento della coerenza per migliorare la resilienza e ridurre i rischi. Questo dovrebbe essere l’obiettivo principale degli esperti che operano nel campo dell’adattamento ai cambiamenti climatici e della riduzione del rischio di catastrofi”.

L’impegno da parte dell’Unione Europea su questa tematica è molto alto soprattutto perché tutti i pericoli naturali che potrebbero colpire l’Europa, date le proiezioni sulle evoluzioni climatiche (piogge torrenziali, straripamento dei corsi d’acqua, grandinate, mareggiate tempeste di vento, siccità), impattano negativamente anche sulla salute umana, sull’economia e sugli ecosistemi; il tutto potrebbe essere aggravato da ulteriori problematiche come l’impermeabilizzazione del suolo, il costruire in zone a rischio e il degrado di tutti gli ecosistemi. Alcuni dati che dimostrano la veridicità di queste stime, hanno infatti dimostrato che dal 1980 al 2016 gli eventi atmosferici e climatici hanno apportato perdite economiche per oltre 450 miliardi di euro in 33 Stati dell’AEA: il primo posto è occupato dalle inondazioni (40%), a seguire le tempeste (25%) e le ondate di calore (5%). La classifica si ribalta per quanto riguarda i danni relativi alla salute umana, facendo piazzare le ondate di calore al primo posto tra i fenomeni più letali: ad essere maggiormente colpiti sono gli anziani per il peggioramento delle patologie respiratorie e cardiovascolari. Le alluvioni, gli incendi e le frane, pur causando decessi,il numero di questi ultimi è nettamente inferiore. La strategia dell’UE di adattamento ai cambiamenti climatici mira a integrare la lotta ai cambiamenti climatici nelle altre politiche europee, ivi incluse le politiche di prevenzione dei rischi di catastrofi naturali.

Per affrontare tutte queste problematiche l’Agenzia europea dell’Ambiente ha presentato una relazione all’interno della quale vengono esplicitati  nuovi modelli di governante che prevedono un collegamento  tra il livello nazionale e quello locale e con modalità intersettoriale su scala europea. Attraverso questi modelli, che se eseguiti con efficienza apporteranno notevoli vantaggi anche a livello dei costi, sarà possibile conoscere politiche di pianificazione del territorio e di prevenzione del rischio, ma anche delle soluzioni di tipo naturalistico come ad esempio la realizzazione di spazi di espansione per ridurre gli straripamenti dei fiumi, progetti agroforestali per ridurre l’erosione dei suoli, e la realizzazione di parchi e corpi idrici con l’obiettivo di rinfrescare le città in estate e raccogliere le acque di deflusso in occasione di intense piogge. L’esempio dell’efficacia di questa cooperazione arriva dai Paesi Bassi dove il governo nazionale, i servizi idrici, le province e i comuni lavorano in stretto collegamento nell’ambito del programma Delta per adeguare la gestione delle acque ai cambiamenti climatici. Un contributo importante potrebbe arrivare anche dalle piattaforme web nazionali di dati e dalle piattaforme di coordinamento tra soggetti interessati per rafforzare la comunicazione e la condivisione delle informazioni. 

 
 

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