7 Novembre 2016
CAMBIAMENTO CLIMATICO
7 Novembre 2016

Cambiamenti climatici: la resa dei conti

Un anno dopo lo storico Accordo di Parigi, alla COP22 di Marrakesh che inizia oggi i governanti del pianeta cominciano a fare i conti con impegni da definire, finanziamenti da trovare, azioni concrete da intraprendere.

A meno di un anno dalla chiusura della storica COP21 di Parigi 2015, inizia a Marrakesh la Conferenza delle Parti numero 22. La riunione dei rappresentanti di gran parte dei paesi del mondo, chiamati in Marocco sotto l'egida delle Nazioni Unite, avrà il compito non facile di iniziare ad applicare l'Accordo di Parigi, stretto appunto un anno fa, firmato al Palazzo di Vetro il 22 aprile scorso, ed entrato ufficialmente in vigore venerdì scorso (4 novembre) grazie alle ratifiche succedutesi nei mesi passati ad opera dei parlamenti delle varie nazioni firmatarie. 

In extremis sono arrivate anche le ratifiche dell'Unione Europea e dei parlamenti nazionali di alcuni (ma non tutti) dei suoi paesi membri, Italia compresa. Grazie a questo impegno morale collettivo l'UE siederà ai tavoli che dovranno dirimere le questioni lasciate in sospeso dal Paris Agreement, ovvero gli impegni e le azioni concrete per realizzare gli obiettivi dell'accordo.
Non sono questioni da poco: nei prossimi 10 giorni infatti i rappresentanti dovranno decidere ad esempio come raccogliere (entro il 2020) i 100 miliardi di dollari necessari a finanziare lo sviluppo sostenibile e le azioni di mitigazione del clima come deciso a Parigi. Altro aspetto cruciale sono i Contributi Nazionali Volontari, ovvero gli impegni presi dai singoli governi per azioni concrete e obiettivi specifici da attuare e raggiungere nel periodo 2020-2030: finora si è lasciato il campo all'iniziativa dei "volenterosi"; adesso c'è la necessità di uniformare i criteri per valutare i diversi contributi.
Per la verità, al momento, non è neanche chiaro se a questi tavoli parteciperanno solo le nazioni che hanno ratificato l'accordo di Parigi entro la metà di ottobre, com'era previsto, o se anche le altre avranno voce in capitolo. Questione non da poco, visto che i firmatari sono stati quasi 200 ma i ratificanti sono, per ora, soltanto la metà.
Insomma, Parigi è stato un momento decisivo per la presa di coscienza globale del problema dei cambiamenti climatici: la firma e la successiva ratifica dell'Accordo da parte di nazioni come Stati Uniti e Cina equivale, per il mondo dell'ambientalismo, a ciò che la Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo ha significato all'indomani della Seconda Guerra Mondiale; ma ora servono dei piani Marshall per passare dalle parole ai fatti, dalla filosofia all'economia. Si devono prendere decisioni pratiche e procedurali: come verificare l'attuazione degli impegni presi dai vari paesi? come misurare i risultati ottenuti? come organizzare le comunicazioni stesse di questi report?
L'Italian Climate Network, di cui Earth Day Italia fa parte, è presente a Marrakesh per render conto dei lavori della conferenza. Per seguire l'evolversi della situazione il pubblico può consultare il bollettino e i canali social twitter e facebook curati quotidianamente dai delegati del network.

 
 

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