12 Marzo 2013
Redazione
CAMBIAMENTO CLIMATICO
12 Marzo 2013
Redazione

Cambiamenti climatici: vero o falso?

“Siamo in grado di vincere la conversazione cambiamento climatico. Abbiamo  qualcosa dalla nostra parte che nessuna somma di denaro può comprare: la Realtà”

Spread truth, destroy denial”. Diffondi la verità e distruggi il falso. È la missione di Reality Drop, un social game sui rischi ambientali dovuti ai cambiamenti climatici, presentato da Al Gore (Albert Arnold "Al" Gore, Jr, 45° vicepresidente degli USA ndr) al Ted talk di Long Beach, in California. Si tratta di un gioco in cui gli utenti possono contribuire, compiendo azioni virali sul web, a divulgare verità scientifiche sul riscaldamento climatico e a distruggere notizie pubblicate sui giornali basate su falsi “miti”.

Sul sito sono riportati più di cento luoghi comuni sul clima che questo gioco vorrebbe contribuire a sfatare: “il ghiaccio sta aumentando al polo sud”, “non è vero che la primavera arriva prima”, “il cambiamento climatico può anche esserci, ma non è colpa degli umani”, oppure “non avevamo il riscaldamento globale negli anni della rivoluzione industriale”.

Gli articoli veritieri sono colorati di verde. Quelli che diffondono notizie false sono marcati in rosso. Con pochi clic gli utenti/giocatori possono commentare l’articolo “da combattere” e spiegare cosa dice la scienza su quell’argomento. Per ogni azione si guadagnano punti e si entra a far parte di una classifica senza alcun premio, se non l’onore di aver contribuito a diffondere la verità scientifica sul riscaldamento globale.

Reality Drop sfrutta due capisaldi del marketing e del giornalismo online: la gamification, cioè la trasformazione dell’esperienza sul web in un gioco con gli altri utenti e il fact-checking, la verifica delle notizie. L’obiettivo è portare su un nuovo piano il dibattito sul cambiamento climatico e creare gli anticorpi contro le potenti multinazionali che influenzano le linee editoriali dei giornali. Il The Guardian, a questo proposito, ha rivelato che il Donors Trust, un’associazione di milionari americani conservatori, ha finanziato dal 2010 ad oggi più di cento gruppi di attivisti anti-ambientalisti, con donazioni di circa 120 milioni di dollari. L’obiettivo era diffondere le ragioni degli industriali contro i temi del riscaldamento globale e convincere l’opinione pubblica che i cambiamenti climatici non esistono o non sono causati da errori umani.

Sfatare falsi miti, diffondere “memi” scientifici attraverso un gioco, coinvolgendo gli utenti e operando un puntuale fact-checking sugli articoli pubblicati dai giornali sembra una buona idea, ma non è priva di problemi: in primo luogo, i commenti agli articoli sono spesso chiusi. Poi rimane il dubbio sulla loro reale efficacia: riuscirà a cambiare le convinzioni dei lettori? Il fact-checking sta funzionando molto come verifica, da parte dei giornalisti o degli utenti della Rete, di ciò che dicono personaggi pubblici e politici. Ma la verifica delle notizie ha bisogno di una risposta della testata, di un feedback. Il commento negativo non basta, serve che il giornalista rettifichi quanto scritto. Altrimenti il fact-checking resta un bel gioco, ma niente di più.

(fonte: corriere.it)

 
 

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