9 Ottobre 2015
Federica Licata
CAMBIAMENTO CLIMATICO
9 Ottobre 2015
Federica Licata

Chi sa cos’è la COP21?

Pochi degli italiani sanno la risposta, solo il 29%

Gli scienziati ci hanno avvisato più volte: serve un programma serio di contrasto al riscaldamento globale o i cambiamenti climatici saranno irreversibili e le loro conseguenze devastanti.

L’ultimo appuntamento che il mondo non può mancare è la 21ma Conferenza delle Parti, che si svolgerà a Parigi dal 30 novembre, in cui gli stati sono chiamati a stringere accordi vincolanti che siano in grado di porre un freno alle emissioni di gas serra nell’atmosfera: è la famosa COP21.

Forse non tanto famosa, almeno per gli italiani, stando ai risultati di un sondaggio Lorien Consulting per Legambiente, La Nuova Ecologia e il Consorzio Obbligatorio Oli Usati, presentato a Roma durante il secondo Forum Rifiuti. 

L’indagine, che ha coinvolto mille cittadini maggiorenni, ha evidenziato come due su tre non abbiano idea di cosa sia COP21. 

Per gli italiani, tra le principali minacce ambientali, svetta al primo posto l’inquinamento atmosferico, segnalato dal 77% del campione; segue l’inquinamento industriale delle acque, terreni e aria con il 59%; successivamente si pensa alla gestione inefficiente dei rifiuti del 55%; al quarto posto troviamo i cambiamenti climatici, con circa il 43% dell’opinione pubblica che li considera una seria minaccia per l’ambiente.

E la COP21? Solo il 29% del campione sa cosa sia: chi la conosce, inoltre, ne percepisce l’importanza visto che il 72% ritiene che l’appuntamento possa incidere positivamente sulle azioni dei Paesi e il 70% stima positivamente l’impatto sui comportamenti dei cittadini.

Italiani preoccupati per inquinamento e cambiamenti climatici, dunque, ma ancora poco coscienti su quanto si sta, o non si sta, facendo per contrastarli. 

La COP21 sarà un appuntamento fondamentale, come ricorda il Presidente di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza: “A Parigi andrà trovato e ratificato un accordo internazionale in grado di fermare la crescita delle emissioni di CO2, che sono la causa principale dell’innalzamento delle temperature, ma anche di garantire misure straordinarie per aiutare le popolazioni colpite dagli effetti dei cambiamenti climatici e di individuare strategie efficaci di adattamento per aumentare la capacità dei territori. I risultati dipendono dalle decisioni che prenderanno i nostri governanti e ci auguriamo che l'Europa sappia assumere un ruolo di traino. Parigi deve essere il luogo dove mettere finalmente in campo la volontà politica di un cambio di rotta e di accelerare la transizione energetica globale verso le rinnovabili”.

 
 

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