4 Gennaio 2018
Fabrizio Cavallina
CAMBIAMENTO CLIMATICO
4 Gennaio 2018
Fabrizio Cavallina

Con 2°C in più sarà arido un quarto del pianeta

Secondo una ricerca pubblicata da Nature, è necessario mantenere il riscaldamento globale al di sotto dei 1,5° Celsius entro il 2050. Superando questa soglia tra il 20 e il 30% delle terre sarebbero irrimediabilmente aride.

Se entro il 2050 la temperatura del pianeta supererà i 2 gradi Celsius rispetto ai livelli pre-industriali, un quarto della superficie terrestre potrebbe finire in uno stato di perenne aridità. La constatazione è stata riportata da un rapporto pubblicato dalla rivista Nature Climate Change, che aggiunge conferme importanti riguardo ai devastanti effetti provocati dai cambiamenti climatici. Lo studio, infatti, prevede sempre più frequenti incendi e siccità per una quota tra il 20% e il 30% delle regioni del mondo. L’unica soluzione possibile? Che la comunità internazionale limiti il riscaldamento globale al di sotto di un 1,5 grado Celsius. Me neanche questo sarebbe sufficiente, perché – affermano i ricercatori – dall’”aridificazione” si salverebbero solo due terzi delle regioni indicate.

La problematica della siccità ha colpito zone come il Mediterraneo, l’Africa meridionale e la costa orientale dell’Australia durante il ventesimo secolo; mentre le zone semi aride del Messico, del Brasile e dell’Africa hanno già iniziato un processo di desertificazione. La nuova ricerca ha coinvolto lo studio di proiezioni di 27 diversi modelli climatici, cioè di simulazioni matematiche che hanno consentito agli scienziati di prevedere gli scenari futuri.  Lo studio stima che oltre alle regioni equatoriali, anche i paesi situati ad alte latitudini diverrebbero con il tempo più umidi. In tal senso, le aree che potrebbero maggiormente beneficiare di un limite all’eccessivo riscaldamento globale, sarebbero il sud-est asiatico, l’America Centrale, il sud dell’Europa, il sud africano e la zona meridionale dell’Australia. Zone in cui vive il 20% della popolazione globale. Gli Accordi di Parigi, ratificati nuovamente lo scorso Dicembre a due anni di distanza da quando furono sottoscritti, si impegnano proprio affinché la quota di 2 gradi Celsius non venga superata. Rispettarli significherebbe prendere atto, almeno in parte, dell’importanza della stessa “azione preventiva” auspicata dai ricercatori del rapporto. Ma sono proprio gli stessi scienziati, durante l’analisi, a sentenziare che le politiche prese non sarebbero “sufficienti”, e che quindi siano necessari “urgenti sforzi ulteriori” per limitare i cambiamenti climatici. 

 
 

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