17 Novembre 2017
Dario Caputo
CAMBIAMENTO CLIMATICO
17 Novembre 2017
Dario Caputo

Cop23: le 10 cose da sapere sui cambiamenti climatici

Durante la conferenza sul clima a Bonn alcuni scienziati hanno inoltrato ai rappresentati delle Nazioni una dichiarazione con la quale si evidenziano le criticità ambientali e le opzioni economiche e politiche per raggiungere gli obiettivi dell’Accordo di Parigi

La Cop 23, la Conferenza sul clima in cui i negoziatori di 195 paesi più l’Unione Europea si sono incontrati a Bonn per cercare di trovare una soluzione per ridurre le emissioni di gas serra, ha visto il contributo di molti scienziati che hanno cercato di sottolineare l’importanza di rispettare gli obiettivi fissati dall’Accordo di Parigi. Secondo tale accordo la temperatura atmosferica dovrebbe aumentare di 2 gradi centigradi entro la fine del secolo, ancor meglio se di 1.5; i piani di riduzione delle emissioni presentati dai governi porteranno invece ad un innalzamento della temperatura tra i 2.7 e i 3 gradi centigradi. Il compito al quale sono chiamati i leader mondiali risulta essere quindi molto difficile e presuppone un cambio di rotta radicale. Durante la Conferenza è stata distribuita una dichiarazione che riassume le principali conoscenze scientifiche relative all’Accordo di Parigi e le opzioni economiche e politiche che potrebbero aiutare nel raggiungimento degli obiettivi. Queste affermazioni, che sono state inoltrate a Patricia Espinosa, segretario esecutivo della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCC) e pubblicate su Future Earth e Earth League, due importanti organizzazioni internazionali che forniscono la conoscenza e il supporto per accelerare le trasformazioni in un mondo sostenibile, dimostrano che la sfida del clima deve essere posizionata nel contesto più ampio della sostenibilità globale per promuovere delle soluzioni valide per un futuro climatico più gestibile. La dichiarazione si suddivide in 10 punti focali suddivisi in 3 macro categorie: “dove stiamo andando?”, “perché dovremmo preoccuparci?” e “come possiamo evitare impatti pericolosi?”.

 

1)“Le prove dimostrano che la Terra è entrata in una nuova epoca geologica - l'Antropocene - con profonde implicazioni per l'umanità e la relativa stabilità del sistema terrestre”. Negli ultimi 11.000 anni la Terra era caratterizzata da una stabilità climatica globale, con una fluttuazione di temperature di più o meno 1°C, che ha caratterizzato profondamente il periodo chiamato dagli geologi Olocene. Questa stabilità sta venendo meno e di conseguenza la Terra è entrata in una nuova epoca geologica definita Antropocene caratterizzata dall’aumento delle concentrazioni atmosferiche di gas a effetto serra, dall’acidificazione degli oceani, dall’alterazione dei cicli di carbonio, acqua e azoto.

2)”La Terra si sta avvicinando a punti di ribaltamento a causa delle pressioni umane”. I cambiamenti attesi potrebbero attraversare soglie o punti di non ritorno che potrebbero essere irreversibili e avere grandi implicazioni negative per le popolazioni umane. Tra queste ad esempio potrebbe verificarsi  lo scioglimento irreversibile della calotta antartica occidentale o la perdita di molte barriere coralline di acqua calda.

3)”I rischi di condizioni meteorologiche estreme sono in aumento”. Gli straordinari fenomeni naturali avvenuti in questo anno sono una conseguenza dell’epoca Antropocene: l’energia si sta accumulando negli oceani e nell'atmosfera a causa delle emissioni di gas serra nell'uomo e del relativo riscaldamento globale. L'aumento di energia sta amplificando il ciclo idrologico e influenzando le tempeste tropicali fornendo loro più energia. Queste crescenti pressioni ambientali sono ulteriormente esacerbate dallo sviluppo urbano, che si sta intensificando in regioni vulnerabili come le zone di alluvione.

 

4)”L'innalzamento dei livelli del mare e l'acidificazione degli oceani sono minacce in aumento”. Per quanto riguarda l’innalzamento dei livelli del mare, alcuni studi hanno dimostrato che entro la fine del secolo, i livelli medi globali del mare aumenteranno di circa un metro. Se le emissioni continueranno con i ritmi odierni, l'acqua di fusione proveniente dalla Groenlandia e dall'Antartide alla fine dominerà l'innalzamento del livello del mare. Si stima che queste calotte provocano più di due metri di innalzamento del livello del mare per grado di riscaldamento globale.  L'assorbimento da parte dell'oceano di CO2 da emissioni provenienti da attività umane sta causando anche un cambiamento della chimica degli oceani; l’acidificazione delle acque porterà inevitabilmente degli effetti negativi sulle reti alimentari, a cominciare dal plancton.

 

5)” I costi del cambiamento climatico sono già percepiti oggi e aumenteranno in futuro”.  Le nazioni a più basso reddito, che hanno contribuito poco alle emissioni globali di gas serra, subiranno maggiormente il peso delle conseguenze negative del cambiamento climatico, poiché tendono ad essere situate in alcune delle regioni più calde del pianeta. Un'analisi del Fondo monetario internazionale (FMI) indica che un aumento della temperatura di 1 °C in un paese con una temperatura media annuale di 25 ° C - come il Bangladesh, Haiti o il Gabon - ridurrebbe la produzione pro-capite fino all'1,5%.

 

6)”La salute umana è a rischio di inquinanti atmosferici che alterano il clima e gli impatti di un clima che cambia, che stanno riducendo la sicurezza alimentare e aumentano i rischi di malattie e stress da calore”. Accelerare i cambiamenti nei sistemi naturali della Terra rappresenta una minaccia significativa per la salute umana e il sostentamento a causa di possibili impatti sulla nutrizione, sulla disponibilità di cibo, sulle malattie respiratorie e sulla diffusione dei parassiti. 

 

7)” Il cambiamento climatico rischia di esacerbare il rischio di migrazioni su larga scala e disordini civili”.Nel 2015, più di 19 milioni di persone a livello mondiale sono state sfollate da disastri naturali e da eventi meteorologici estremi.

 

8)” Il mondo deve agire più rapidamente: sono necessari tagli più profondi per ridurre il rischio che la temperatura media globale aumenti di 2 ° C rispetto ai livelli preindustriali”. Per ridurre sostanzialmente il rischio di un aumento della temperatura media globale di 2 ° C, le emissioni globali dovrebbero raggiungere il picco entro il 2020 e avvicinarsi al punto zero entro il 2050-2060. Tutto ciò dovrebbe avvenire contemporaneamente all'arresto della deforestazione e proteggendo i pozzi di carbonio esistenti sull'oceano e sulla terra.

 

9)”Le analisi suggeriscono che è possibile per il mondo raggiungere gli obiettivi degli accordi di Parigi se gli stati nazionali cooperano e coordinano gli sforzi di mitigazione. Il carbon pricing è un importante strumento politico che creerebbe entrate sostanziali pari a potenzialmente diverse percentuali del PIL”. E’ possibile rimuovere i combustibili fossili dall'economia mondiale per consentire uno sviluppo mondiale inferiore ai 2 ° C. I prezzi delle tecnologie rinnovabili, ad esempio l'energia eolica, il fotovoltaico e i sistemi di stoccaggio delle batterie, sono ora sufficientemente bassi per competere favorevolmente con le attuali tecnologie a combustibili fossili.

 

10)” L'adattamento e la resilienza sono necessari anche se il mondo riesce con un'azione internazionale aggressiva a ridurre le emissioni di gas serra”. Salvaguardare e rafforzare la resilienza dei sistemi naturali, dalle foreste ai terreni agli oceani, è comunque fondamentale poiché alcuni cambiamenti climatici sono già in corso e quindi il loro percorso è ormai inevitabile.  

 
 

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