16 Ottobre 2017
Dario Caputo
CAMBIAMENTO CLIMATICO
16 Ottobre 2017
Dario Caputo

Global warming in aumento: il Mediterraneo è sempre più a rischio uragani

Secondo uno studio portato avanti dal Cnr il graduale ma costante aumento delle temperature porterà il nostro mar Mediterraneo a diventare il palcoscenico di uragani sempre più violenti

L’innalzamento delle temperature porta con sé una conseguenza ben chiara: aumento del rischio di uragani che potrebbe coinvolgere anche il nostro Continente. Secondo uno studio redatto da Isac-Cnr (L'Istituto di Scienze dell'Atmosfera e del Clima) e Iia-Cnr (Istituto sull'Inquinamento Atmosferico) e pubblicato su Scientific Reports in seguito al tornado che colpì Taranto nel 2012 causando una vittima e 60milioni di euro di danni, si è arrivati alla conclusione che lo straordinario fenomeno atmosferico non si sarebbe prodotto se il cambiamento climatico non avesse aumentato la temperatura del mare di quasi un grado. Il Mediterraneo quindi non sembrerebbe essere più un posto sicuro soprattutto se si ipotizza un ulteriore aumento del global warming; lo scenario che si prospetta non è dei migliori con la presenza di tornado di dimensioni e violenza maggiori rispetto a quello che si è già abbattuto in Italia.

Come riportato dal quotidiano La Repubblica, l’autore dello studio Mario Marcello Miglietta ha spiegato che: “è stato applicato un modello meteorologico ad alta risoluzione che è stato in grado di riprodurre correttamente tutti gli elementi che hanno portato alla nascita del tornado: il percorso della cella temporalesca, la tempistica, la variazione di intensità. Il modello è stato poi fatto girare simulando prima una situazione in cui il mare aveva un grado in meno rispetto ad oggi e poi una situazione in cui il mare aveva un grado in più. I risultati dell’analisi sono validi per tutta l’area del Mediterraneo”. 

La ricerca si è focalizzata molto sulla temperatura dei mari perché è in base ad esse che viene definita la forza e la violenza di un uragano. Il secondo autore della ricerca Antonello Pasini ha sostenuto che la forza delle trombe d’aria che si creano in Italia non potrà mai equiparare quella delle tempeste tropicali che si abbattono sulla costa atlantica degli Stati Uniti ma, avendo un vortice concentrato possono produrre danni consistenti come ha dimostrato il tornado del 2012. Ha continuato nel dire che “ora, con un mare sempre  più caldo, c’è la possibilità concreta che raggiungano dimensioni e intensità ben più alte”.

 C’è un unico rimedio per far si che queste che sono solo ipotesi non si traducano in realtà: ridurre drasticamente l’emissione di gas serra che sono i principali autori della destabilizzazione climatica. Però in tal senso sembrerebbero essere arrivate delle notizie positive poiché da circa tre anni le quantità di anidride carbonica presenti nell’atmosfera sono stabili. Il merito è da attribuire soprattutto agli Stati Uniti e alla Cina che sono i paesi che inquinano maggiormente: stanno infatti  aderendo sempre di più ad un’energia green. 

 
 

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