7 Gennaio 2019
Giorgia Martino
CAMBIAMENTO CLIMATICO
7 Gennaio 2019
Giorgia Martino

Italia 2018, allarme cambiamento climatico: 32 le vittime dell'anno più caldo dal 1800

Legambiente ha pubblicato un report in cui vengono analizzati i dati collegati ai danni causati in Italia dal climate change: il 2018 è stato l'anno più caldo nel Belpaese dal 1800

Legambiente, in collaborazione con il Gruppo Unipol, ha pubblicato il documento “Cronaca di un’emergenza annunciata”. L’eloquente analisi si sofferma sui numeri italiani collegati agli eventi disastrosi causati dai cambiamenti climatici, pur andando a far luce su studi internazionali e su eventi che colpiscono varie parti del Pianeta.

La premessa del documento parte con un dato alquanto allarmante: il 2018 è diventato ufficialmente l’anno più caldo per l’Italia dal 1800, con una temperatura superiore di 1,53 gradi rispetto alla media, come rilevato dai dati Isac-Cnr (Istituto di Scienze dell'Atmosfera e del Clima, del Consiglio Nazionale delle Ricerche). Se invece si guarda a livello planetario, è il 2016 a detenere il primo posto come anno più afoso.

Si passa dunque ai numeri, che fotografano cifre altissime relative ai danni dovuti al cambiamento climatico.

Dal 2010 al 2018, il report di Legambiente conta in Italia:

  • 437 fenomeni metereologici che hanno provocato danni nel territorio  
  • 140 casi di allagamenti da piogge intense
  • 133 casi di danni alle infrastrutture per piogge intense
  • 69 giorni di stop a metropolitane e treni urbani
  • 12 casi di danni al patrimonio storico
  • 17 casi di danni legati alla siccità
  • 80 casi di danni dovuti a trombe d’aria
  • 17 casi di frane dovute a piogge intense
  • 68 giorni di blackout elettrici
  • 62 eventi causati da esondazioni fluviali
  • 189 vittime del maltempo
  • 45 mila persone evacuate a causa di eventi quali frane e alluvioni

Se si parla solo dell’ultimo anno, le cifre riportate sono le seguenti:

  • 32 vittime
  • 148 eventi estremi
  • 23 casi di stop alle infrastrutture
  • 66 allagamenti
  • 20 esondazioni fluviali
  • 41 casi di danni da trombe d’aria

Tra i casi più rilevanti elencati da Legambiente nel 2018, si riscontrano soprattutto la siccità invernale nel Sud Italia, le trombe d’aria che hanno colpito tutta la Penisola e le esondazioni fluviali in Sardegna, oltre alle drammatiche colate di acqua e fango che hanno causato decine di morti.

Inevitabilmente questi numeri sottolineano l’importanza di una presa di posizione pratica e immediata per contrastare l’emergenza climatica. Come si legge nel documento, infatti, l’Italia è particolarmente fragile da questo punto di vista, in quanto “si trova al centro di un’area considerata dagli scienziati un ‘hot spot’ del cambiamento climatico, ossia una delle aree più sensibili e prevedibilmente soggette alle conseguenze del climate change, per via dell’aumento della temperatura e della diminuzione delle precipitazioni”. Inoltre, il nostro Paese viene ritenuto particolarmente a rischio idrogeologico a causa del progressivo e veloce consumo di suolo negli ultimi 70 anni.

L’Italia dovrebbe prestare particolare attenzione a ciò che sta avvenendo in altri Paesi del Mediterraneo, come Nord Africa, Medio Oriente e Paesi del Sud Europa: l’aumento delle temperature, secondo gli scienziati, ci pone in una prospettiva di desertificazione e di minor accesso all’acqua, con terribili conseguenze anche per l’agricoltura e la nutrizione. Il tutto considerando che le previsioni a breve termine, a livello mondiale, parlano di temperature in aumento nei prossimi quattro anni, come affermato da studi pubblicati su Nature Communications, dal Goddard Institute for Space Studies della NASA e da Nature Climate Change con un focus sull’aumento di temperature del Mediterraneo.

Per affrontare uno scenario così nefasto, il report di Legambiente porta degli esempi di buone pratiche effettuate nel territorio italiano e mondiale, che possono essere consultate sul sito Cittaclima.it.

In Italia, si menzionano, tra le altre, le buone pratiche per la corretta gestione idrica a Torino, i progetti per la riapertura dei Navigli a Milano, il Piano per la gestione delle acque nell’Isola Vicentina e il progetto di adattamento al clima con azioni specifiche nella manutenzione straordinaria di Piazza Roma a Modena.

Sul sito Cittaclima.it, inoltre, è possibile visionare una mappa del rischio climatico nelle città italiane.

 
 

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