17 Gennaio 2018
Fabrizio Cavallina
CAMBIAMENTO CLIMATICO
17 Gennaio 2018
Fabrizio Cavallina

L'inquinamento aumenta il crimine

Secondo uno studio statunitense, furti e omicidi sono direttamente proporzionali all'aumento dell'inquinamento dell'aria. La causa scatenante è l'ansia, generata dallo smog.

L’inquinamento dell’aria è un grave problema che influenza miliardi di persone nel mondo. I danni provocati all’ambiente e alla salute sono ben noti, così come tutte le conseguenze provocate al sistema economico: l’inquinamento dell’aria, stando ai numeri riportati dalla World Bank, costa 5 trilioni di dollari l’anno. Un dato ricavato tramite una serie di parametri, come la diminuzione della produttività per via delle vite perse e dell’aggravarsi delle condizioni di salute. In Italia, tra l’altro, l’autunno scorso abbiamo vissuto una vera e propria emergenza smog, con 25 città che hanno superato il limite di 35 giorni imposto con una media giornaliera oltre i 50 microgrammi per metro cubo previsto per le polveri sottili (PM10).
Recenti ricerche, però, dimostrano come il prezzo da pagare per l’inquinamento non sia esclusivamente per la salute e l’ambiente che ci circonda: sembra avere anche un costo morale. Uno studio condotto dalla Columbia Business School, infatti, ha trovato una relazione tra lo smog e i comportamenti non etici. Tra cui omicidi e furti.

I ricercatori hanno analizzato i dati di 10.000 città negli Stati Uniti nel corso degli ultimi 9 anni, riscontrando come l’aumento dei livelli d’inquinamento fosse direttamente proporzionale all’aumento di sei differenti categorie di reati. Studiati i dati, la ricerca della Columbia ha ricondotto questo fenomeno all’ansia che lo stesso inquinamento dell’aria scaturisce nelle persone. Diverse ricerche, infatti, sottolineano come l’ansia possa condurre ad assumere comportamenti violenti e aggressivi, e comportamenti non etici ma non violenti, come truffare a scopo di lucro.

Per accertarsi di questo nesso, è stato reclutato un gruppo di adulti americani e sono state mostrate loro 15 foto della Pechino contemporanea. Alcuni soggetti hanno potuto constatare foto della città inquinata, con un cielo grigio e coperto dallo smog. Altri partecipanti, invece, sono stati sottoposti alla visione delle stesse località ma in giorni di sole, con un cielo blu e chiaro. Successivamente, ad entrambi i gruppi, è stato richiesto di compilare un diario dettagliato di una potenziale giornata vissuta in quella città. Il gruppo, in un secondo momento, ha partecipato ad un gioco basato sul lancio di alcuni dadi: più il punteggio dei dadi sarebbe stato alto, più loro sarebbero stati pagati.
I ricercatori hanno notato come i membri del gruppo che avessero visto le foto del cielo inquinato di Pechino, fossero gli stessi che al gioco dei dadi hanno barato per guadagnare di più. Così come i loro diari hanno mostrato – tramite lo studio di due esperti – più segnali d’ansia e di preoccupazione. Lo stesso studio è stato poi ripetuto anche in India.

La ricerca offre un’altra ragione convincente per ridurre i livelli d’inquinamento atmosferico. Quando gli ambienti “sono meno inquinati, sono più sicuri” affermano i ricercatori. I soldi che spendiamo per liberare i nostri cieli dallo smog e dall’inquinamento, potrebbero essere gli stessi che perdiamo per combattere la criminalità. Più l’aria che respiriamo è pura, infatti, più siamo puri noi.

 
 

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