20 Novembre 2017
Fabrizio Cavallina
CAMBIAMENTO CLIMATICO
20 Novembre 2017
Fabrizio Cavallina

Riscaldamento globale. Papa: basta con negazionismo e indifferenza, è un problema che riguarda tutti noi

Papa Francesco ha lanciato un monito alla conclusione della COP23 sottolineando l'importanza di educarsi verso uno stile di vita improntato ad un'ecologia integrale

Non cadere in atteggiamenti perversi”, come “la negazione, l’indifferenza, la rassegnazione e la fiducia in soluzioni inadeguate che non aiutano alla ricerca onesta e al dialogo sincero e produttivo, sulla costruzione del futuro del pianeta”. E’ questo il monito lanciato da Papa Francesco alla COP23 (XXIII Sessione della Conferenza degli Stati Parte alla Convenzione-Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici) conclusasi sabato scorso a Bonn, in Germania. “Poco meno di due anni fa la comunità internazionale si trovava riunita all’interno di questo foro dell’UNFCCC, con gran parte dei suoi massimi rappresentanti governativi, e dopo un lungo e complesso dibattito è giunta all’adozione degli storici Accordi di Parigi. Essi hanno visto il raggiungimento di un consenso sulla necessità di avviare una strategia condivisa per contrastare il cambiamento climatico” ha scritto il Pontefice in un messaggio letto durante il corso dei lavori e recapitato al primo ministro delle Isole Fiji, Frank Bainimarama, presidente della Conferenza. Quel cambiamento climatico – definito dal Papa stesso – “uno dei fenomeni più preoccupanti che la nostra umanità sta vivendo”.

Sono proprio gli Accordi di Parigi - scrive FarodiRoma - ad essere al centro dell’intervento del Papa, che se ne fa promotore e garante sottolineando “come indichino un chiaro percorso di transizione verso un modello di sviluppo economico a basso o nullo consumo di carbonio, incoraggiando alla solidarietà e facendo leva sui forti legami esistenti tra la lotta al cambiamento climatico e a quello della povertà”. Una transizione che tuttavia richiede un “maggiore impegno da parte dei paesi – scrive il Pontefice – alcuni dei quali dovranno cercare di assumere un ruolo di guida avendo ben a cuore le necessità delle popolazioni più vulnerabili”. La COP23 quest’anno si è sviluppata proprio in tal senso, affidando la presidenza non più ad un singolo Stato come nel passato bensì ad un gruppo di nazioni insulari: un modo per dar ancora più voce a popoli sempre di più colpiti da calamità e disastri naturali, a causa proprio della prossimità al mare e agli oceani. Per il Papa, dunque, è necessaria “una nuova fase” degli Accordi di Parigi, che costituisca “un processo di definizione e costruzione di linee guida, regole e meccanismi istituzionali affinché essi siano realmente efficaci e in grado di contribuire al conseguimento degli obiettivi complessi che si propongono”. “Abbiamo bisogno di un confronto che ci unisca tutti – ha rimarcato Bergoglio, citando in seguito la sua Laudato si – perché la sfida ambientale che viviamo, e le sue radici umane, ci riguardano e ci toccano tutti. Purtroppo, molti sforzi per cercare soluzioni concrete alla crisi ambientale sono spesso frustrati per vari motivi che vanno dalla negazione del problema all’indifferenza, alla rassegnazione comoda, o alla fiducia cieca nelle soluzioni tecniche”.

Non è la sola dimensione economica e tecnologica a stare a cuore al Papa, perché “le soluzioni tecniche sono necessarie ma non sufficienti”, quanto piuttosto “gli aspetti etici e sociali del nuovo sviluppo di progresso”. Di fronte alla sfida al contrasto dei cambiamenti climatici, infatti, Francesco sottolinea l’importanza di “prestare attenzione all’educazione e agli stili di vita improntati ad un’ecologia integrale, capace di assumere una visione di ricerca onesta e di dialogo aperto”, nella quale “si intreccino tra di loro le varie dimensioni degli Accordi siglati a Parigi. Questi ultimi – prosegue il messaggio – ci richiamano alla grave responsabilità di agire senza indugio, in maniera quanto più libera possibile da pressioni politiche ed economiche, superando gli interessi e i comportamenti particolari”. L’auspicio del Papa è che la COP23 appena conclusa si sia rivelata – per spirito collaborativo e risultati conseguiti – non dissimile dall’edizione di Parigi che sancì gli importanti impegni, affinché si acceleri una “presa di coscienza e il consolidamento della volontà di adottare decisioni realmente efficaci per contrastare il fenomeno dei cambiamenti climatici e contestualmente combattere la povertà e promuovere un vero sviluppo umano integrale”.

 
 

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