27 Marzo 2017
Marina Dal Agnol
CAMBIAMENTO CLIMATICO
27 Marzo 2017
Marina Dal Agnol

Tre milioni di elefanti di troppo

Secondo uno studio tedesco, le emissioni globali di CO2 possono essere ridotte del 70% entro il 2050: l'equivalente della massa di 3.750.000 elefanti africani.

Uno studio richiesto dal governo tedesco all’Agenzia Internazionale per le Energie Rinnovabili (IRENA) ed all’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA), ha progettato una riduzione del 70% delle emissioni di CO2 provenienti dalle fonti energiche; ma il suo successo dipende dell’azione immediata. Centrare l’obiettivo del mantenimento dell’aumento di temperatura media globale “bel al di sotto dei 2°C” come stabilito dall'Accordo di Parigi richiederà: una significativa riforma delle politiche; un prezzo del carbone fissato con decisione; e maggiore innovazione tecnologica.

Nel 2015, le emissione di CO2 collegate alla produzione di energia globale hanno raggiunto il totale di 32 miliardi di tonnellate (Gt). Al fine di limitare l'aumento del riscaldamento globale a non più di due gradi centigradi, il rapporto prevede la costante riduzione delle emissioni fino a 9,5 Gt nel 2050. Per fare un esempio, la massa media di un elefante africano maschio adulto è 6.000 kg o 6 tonnellate. Sarà necessario il taglio di 22.5 Gt di CO2, insomma la quantità equivalente a 3.750.000 elefanti africani.

Il 90% di questa riduzione potrà essere ottenuto per mezzo di un ulteriore aumento dell’implementazione delle energie rinnovabili e del miglioramento dell’efficienza energetica. Per esempio, le energie rinnovabili dovrebbe servire anche i settori del riscaldamento e del trasporto.
L’investimento necessario per raggiungere quest’obiettivo è considerevole: 29.000 miliardi di dollari fino al 2050, e più passa il tempo più costoso diventa. Tuttavia, adesso è ancora possibile, visto che questo valore corrisponderà solamente allo 0,4% del PIL mondiale nel 2050. Evitare le conseguenze più severe del cambiamento climatico è soltanto una delle ricompense di questo piano.  Lo studio prevede l’aumento dello 0,8% del PIL mondiale fino al 2050; la creazione di nuovi posti di lavoro che compenseranno la perdita di impieghi nell’industria dei combustibili fossili; ed il miglioramento del benessere umano grazie alla riduzione dell'inquinamento atmosferico.

Il direttore generale dell'IRENA, Adnan Z. Amin ha dichiarato che “l’Accordo di Parigi ha rappresantato una determinazione internazionale senza precedenti ad agire sul cambiamento climatico. Il centro dell’attenzione deve restare nella decarbonizzazione del sistema globale dell'energia perché questo causa quasi due terzi delle emissioni dei gas serra.”

 
 
 
 
 
 

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