Da Napoli un decreto per favorire il recupero dell’inutilizzato

Due delibere del capoluogo campano aprono la strada al nuovo utilizzo da parte dei cittadini  di luoghi e spazi abbandonati presenti nel comune

Il 24 aprile 2014 la giunta del Comune di Napoli ha varato due delibere (numeri 258 e 259) le quali prevedono la possibilità di nuovo utilizzo, da parte dei cittadini per fini sociali, di luoghi e spazi abbandonati presenti nel comune.
Si parte dall’articolo 42 della Costituzione, in tema di proprietà pubblica e privata, e ne viene data una lettura tesa a riequilibrare gli interessi della proprietà con quelli comuni.
Con queste due delibere, infatti, qualunque bene che risulti abbandonato, dismesso o inutilizzato, anche in parte, verrà assegnato, tramite bandi pubblici, a gruppi di cittadini o associazioni, sulla base dei requisiti stabiliti dai bandi stessi. L’obiettivo è quello di una riqualificazione del territorio e delle aree urbane. Gli originari proprietari di questi edifici e strutture saranno comunque formalmente invitati dal Comune ad adottare, entro 150 giorni, dei provvedimenti al fine di perseguire la funzione sociale del bene, così come afferma l’articolo della Costituzione; in caso contrario o di mancato riscontro, il bene entrerà a far parte del patrimonio comunale.
In questo modo si avrà un maggior controllo sui numerosi beni inutilizzati. I cittadini potranno partecipare in maniera positiva e attiva alla gestione dei beni comuni della loro città e verranno al contempo valorizzati luoghi che altrimenti sarebbero finiti nel dimenticatoio, come parchi, giardini, locali e strutture di vario genere.

Questo modo di operare tende a porre in atto una gestione nuova, diversa, originale e temporanea di tali beni, per mano di cittadini attivi, che abbiano interesse a partecipare in prima persona alla gestione della città.
Napoli, inoltre, è la prima città ad aver istituito ufficialmente un assessorato ai Beni Comuni, attraverso il quale è stato dato inizio ad una nuova forma di azione pubblica, finalizzata a valorizzare i beni di valenza collettiva e sociale invertendo la tendenza a privatizzare i beni comuni.
Temi e scelte molto interessanti di cui si stanno monitorando gli esiti.