Ferrovie impresidiate

L’enorme patrimonio recuperabile: stazioni, depositi, case cantoniere, aree delle Ferrovie dello Stato

Le Ferrovie dello Stato classificano gli impianti ferroviari aperti al pubblico in base a parametri di valutazione oggettivi, in termini di funzionalità, comfort e sicurezza. La categoria Bronze comprende piccole stazioni e fermate caratterizzate da basse frequentazioni (generalmente meno di 500 frequentatori medi, al giorno), che si trovano in ambiti meno urbanizzati; spesso sono impresenziate, rovinate e dotate di servizi unicamente per il traffico regionale o locale.

Proprio queste stazioni sono diventate oggetto di diversi progetti, attivati dalle stesse Ferrovie dello Stato, che le vedono protagoniste di una cessione in comodato d’uso, degli spazi non strumentali, ad associazioni, enti o soggetti interessati, senza scopo di lucro. Si veda a questo proposito altra scheda presente sul sito.
Vengono attivati, dunque, contratti di comodato d’uso: nel 2013 ne sono stati attivati circa 450, destinati a crescere.
Ma il patrimonio è molto più vasto: depositi, scali merci, case cantoniere, interi linee ferroviarie. Una enorme quantità di aree e di manufatti che non può essere lasciata in abbandono in attesa di una trasformazione da cui trarre profitto.
Non può essere al degrado perché è un bene comune costruito con i finanziamenti pubblici e quindi di tutti noi, perché può servire a qualcuno e l’abbandono è uno spreco che non possiamo permetterci eticamente, socialmente, economicamente.
Si pensi solo ai circa seimila chilometri di ferrovie dismesse ma si pensi a quante aree, anche urbane la modificazione delle modalità di trasporto ha lasciati inutilizzati.

Ed allora o si riutilizzano per rafforzare il trasporto pubblico su rotaia delle merci e dei pendolari o debbono essere restituiti alla collettività così come è stato fatto per alcune stazioni impresenziate.
Questo si attende da soggetti che hanno mostrato tecnicamente quanto sia possibile il lavoro congiunto con le comunità.