Made Expo 2015, la bioedilizia (ri)costruirà il futuro

La fiera biennale internazionale dell’architettura, del design e dell’edilizia, in programma a Milano dal 18 al 21 marzo, mette al centro le strategie e le soluzioni della bioedilizia e lancia un messaggio chiaro: basta costruire, è tempo di ristrutturare

Dalla rubrica Smart City realizzata in collaborazione con ToDay.it
 
Come conciliare le esigenze dell’ecologia con quelle dell’economia? La prima pretende tutele, minore sfruttamento di suolo e di materie prime, minori emissioni di gas serra, limiti all’espansione urbana. La seconda si nutre di crescita e sviluppo, consumo di territorio, edilizia, infrastrutture da costruire con materie prime ed energia. La stessa ricchezza patrimoniale dei cittadini europei, e italiani in primis, è fatta di immobili, ed è cresciuta negli anni del boom di pari passo all’espansione edilizia. Le strategie di sostenibilità del futuro però impongono limitazioni al consumo di energia e all’inquinamento. Ad esempio il programma della Commissione Europea Horizon 2020, imporrebbe agli stati dell’Unione un calo del 20% del consumo energetico e dell’immissione di gas serra in atmosfera (rispetto al 2010). Due obiettivi incompatibili con l’industria edilizia. O forse no.

Tra pochi giorni aprirà i battenti il MADE Expo, la fiera biennale internazionale dell’architettura, del design e dell’edilizia, che si terrà nei padiglioni della Fiera Milano Rho. Dal 18 al 21 marzo architetti, progettisti, manutentori, installatori, amministratori, artigiani, e imprese del settore si aggiorneranno sulle novità tecniche e normative in campo edilizio. Lo slogan della fiera da un’idea di quanto la sostenibilità sia un concetto cruciale anche in questo ambito: “Rebuild the Future”.

Non “costruire” ma “ricostruire” è dunque la parola d’ordine di un settore, quello immobiliare, che ha vissuto, e sta ancora trascinando, una crisi di sviluppo e di mercato. In un momento di crescita zero infatti, la chiave per rimettere in moto l’economia dell’edilizia sembra essere il rimettere mano al patrimonio già esistente, che in gran parte è vetusto e non certo costruito secondo logiche di sostenibilità e risparmio energetico. Si stima che in Italia ci siano 6 milioni di edifici da ristrutturare, che oltre la metà degli immobili abbia superato i quarant’anni di vita, e che un quarto di essi non sia mai stato riqualificato. Rendere questi immobili più efficienti dal punto di vista energetico, migliorando l’isolamento termico di coperture, facciate e infissi ad esempio, può far risparmiare in termini di consumi; ristrutturare edifici abbandonati invece che costruirne di nuovi può frenare il consumo di suolo; utilizzare materiali rinnovabili e riciclabili può ridurre i costi di costruzione e il prelievo di materiale da costruzione dalle risorse del pianeta.

È il caso del legno: oggi la tecnologia permette di costruire edifici multipiano come condomini e palazzi di uffici retti da strutture in legno, una risorsa che può ridurre anche dell’80% il volume del materiale da costruzione necessario all’edilizia. Sarà proprio questo l’argomento del primo convegno organizzato dal Made Expo, mercoledì 18: “Dal multipiano al grattacielo in legno”, durante il quale verrà presentato il “Wooden Skyscraper”, edificio di 34 piani progettato dall’atelier di Architettura Berg-C.F.Møller.
Durante la fiera è prevista una serie di convegni nel filone della sostenibilità, programmati nell’ambito della rassegna “B(uild)Smart! Costruire e rinnovare in modo sostenibile e sicuro”, pensata per mettere a confronto esperti, progettisti, studiosi e costruttori e aggiornare lo stato dell’arte della bio edilizia. Dalla riqualificazione del costruito ai progetti innovativi, dal condominio smart, all’efficientazione degli edifici tramite nuovi involucri. Sebbene la partecipazione all’expo sia riservata agli addetti ai lavori, il pubblico può visitarla l’ultimo giorno, sabato 21 marzo, quando l’ultimo appuntamento di “B(uild)Smart!” farà il punto sul fenomeno delle case passive in Italia: gli edifici che non utilizzano fonti di energia o impianti di rete, ma sfruttano sistemi “passivi” come i pannelli solari e l’energia geotermica del sottosuolo.

Innovazione, bellezza e sostenibilità, sono le tre bandiere innalzate dall’expo milanese di quest’anno. Tre aggettivi che ben si adattano ad “Architettura”, “Design” ed “Edilizia”, i pilastri che, insieme a “Milano” sono rappresentati nell’acronimo MADE.

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