Abitudini poco smart: 10 consigli per consumare meglio ed essere felici

Ogni essere umano lascia il proprio segno sul pianeta Terra, quello che in termini di costi ambientali viene detto impronta ecologica. Andrea Mameli, fisico e ricercatore, per ogni cattiva azione propone una nuova ricetta

Dalla rubrica Smart City realizzata in collaborazione con ToDay.it

Nessuno ha in tasca la scienza della felicità. Nessuno, quindi, può salire su un pulpito e dettare legge su come vivere meglio. Esistono però alcune abitudini che di sicuro possono aiutano le persone a fare scelte più smart con un impatto meno devastante sul pianeta. Andrea Mameli, un fisico originario di Cagliari, lavora al CRS4, Centro di ricerca, sviluppo e studi superiori in Sardegna, ha scritto un libro che è un vero e proprio dispensatore di consigli utilissimi a raggiungere lo scopo.

I nostri modi di vivere hanno conseguenze sulla Terra. Ogni essere umano lascia il proprio segno, quello che in termini di costi ambientali viene detto impronta ecologica. Nel libro di Mameli è spiegato il significato e, soprattutto, sono presentate tante ricette quante sono le nostre azioni quotidiane. Per incanalarci verso il cambio di abitudini, riprendiamo il decalogo salva-Terra (e portafoglio) che Mameli ruba al blog ‘Money Savings’ dei californiani Kathryn e Captain Frugal. Del resto, come suggerisce l’autore, sembra esistere una vera e propria psicologia del risparmio: “La sola conoscenza dei consumi casalinghi induce a controllare i propri comportamenti e a ridurre le bollette energetiche fino al 15%”.

Il primo consiglio riguarda i costi di mantenimento di un’automobile, che, rifornimenti compresi, sono ai primi posti nella lista spese di una famiglia. Il suggerimento è di camminare, invece di guidare. Quando è possibile, ridurre l’utilizzo della macchina ha solo vantaggi: per la salute, l’ambiente e il portafogli.

Bere acqua dal rubinetto e non mangiare carne, sono altri due suggerimenti. Nel primo caso si evitano i costi delle bottiglie di plastica (spesso più alti di quelli del carburante), ma anche il loro elevato impatto ambientale, “in termini di energia consumata e di anidride carbonica per la produzione e il trasporto”. Evitare di nutrirsi di carne, o, per lo meno ridurne i consumi, non è un consiglio etico da vegetariano. La carne – scrive Mameli – “è l’alimento più costoso per il nostro Pianeta”. Gli appezzamenti di terreno necessari per produrla sono molto più estesi di quelli necessari per frutta e verdura e incidono sull’ambiente.

Andare in vacanza vicino casa per gli esterofili potrebbe essere una tortura, ma almeno una settimana di ferie su due si potrebbe optare per località vicine e a trarne vantaggi saranno il portafoglio, l’ambiente e l’economia locale.

Non fare la doccia da soli è decisamente meno rinunciatario come suggerimento, ma pur sempre originale. Con il partner o con il figlio è “un momento di piacevole intimità, ma anche un modo per ottimizzare i consumi di riscaldamento dell’acqua”.

Alla portata dei più pigri e disinteressati (che pensano tanto non cambierò io il mondo) il classico regalate ciò che non usate più, perché quello che non serve a noi può essere utile agli altri. Inoltre, aggiungiamo noi, liberarsi dell’inutile è molto liberatorio per lo spirito.

Anche non riciclare le vecchie riviste, ma riutilizzarle, non sembra essere un’impresa titanica. Mameli sottolinea che “serve più energia per produrre una rivista che per darle nuova vita” e propone di scambiarle con i vicini o regalarle; di usarle come carta regalo o da imballaggio e persino per costruire una cuccia per cani e gatti semplicemente arrotolando le riviste.

Per evitare di accendere troppo il condizionatore o il riscaldamento si suggeriscono metodi naturali per il controllo della temperature. Quindi finestre e tapparelle aperte o chiuse in base all’ora del giorno e all’esposizione o abbigliamento a strati per sentire meno freddo.

Infine si punta al fai da te. Dal riutilizzo degli scarti alimentari per la produzione di compost, anche nel poco spazio di un balcone; all’autoproduzione di detergenti: “L’aceto è perfetto per i vetri delle finestre e, di fatto, è presente in molti prodotti in commercio. Il bicarbonato di sodio è l’ideale per pulire bagni, lavello, forni e superfici, esattamente come per frutta e verdura".

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