15 Dicembre 2014
Valentina Dapiran
CICLO DEI RIFIUTI
15 Dicembre 2014
Valentina Dapiran

Abiti usati: creare nuovo valore dal rifiuto

Una chiacchierata con Carmine Guanci sul progetto “Dona Valore”, l’iniziativa sulla raccolta degli indumenti usati

Il rifiuto, se riciclato, può assumere nuovo valore e diventare fonte di ricchezza. È il caso degli abiti usati. A Milano ci sono oltre 1.200 cassonetti gialli marchiati “Dona valore” l’iniziativa sulla raccolta degli indumenti usati delle cooperative della RETE R.I.U.S.E., che fa capo alla Caritas Ambrosiana. Le cooperative usano gli abiti così raccolti in diversi modi: Il 68% viene riusato, il 25% viene riciclato e il 7% smaltito definitivamente perché non più riutilizzabile. Carmine Guanci, Vice presidente della società cooperativa Vesti Solidale, ha risposto alle domande di Earth Day Italia intervenendo su A Conti Fatti, rubrica trasmessa dalle frequenze di Radio Vaticana Italia.

Ridare dignità all’abito usato creando anche ricchezza: sono questi i valori cardini di Dona Valore. Ci può parlare di questo progetto?
Dona Valore è la nostra campagna di raccolta indumenti usati promossa da Caritas Ambrosiana nella diocesi di Milano. Nata nel 1998, oggi questa raccolta coinvolge oltre 200 amministrazioni comunali e una cinquantina di dipendenti, molti dei quali provenienti da situazioni di grave difficoltà, che salvano dalla discarica circa 8mila tonnellate di indumenti usati. Si tratta degli indumenti che i cittadini del nostro territorio conferiscono nei cassonetti gialli con il marchio Caritas Ambrosiana.

Quanti abiti usati riuscite a raccogliere dai cassonetti gialli?
La rete, oggi, si compone di circa di 1300 contenitori che vengono svuotati quotidianamente dai nostri 50 lavoratori. In un anno si raccolgono circa 8 mila tonnellate di indumenti usati che equivalgono a 400 tir.

Una volta preso dal cassonetto, qual è il percorso dell’abito usato?
I vestiti usati servono prima di tutto per vestire i poveri delle parrocchie del nostro territorio. Una parte, poi, viene poi commercializzata come indumento usato. C'è un mercato nazionale, a Napoli e Prato, e internazionale, di indumenti usati dove si possono trovare anche gli abiti provenienti dal nostro territorio. Con i ricavi da questi abiti, noi paghiamo gli stipendi dei nostri dipendenti, i camion, le assicurazioni, le autorizzazioni per i nostri impianti e per lo stoccaggio di questi rifiuti. In questo modo si genera ricchezza che viene ridistribuita sul territorio attraverso progetti di solidarietà promossi con Caritas Ambrosiana. Per il 2014 riusciremo a destinare circa 310mila euro per progetti di solidarietà.

Secondo dati Ispra, nel 2013 in Italia si sono raccolti 1,8 kg di vestiti dismessi a persona, con un incremento del 9,5% rispetto al 2012. Nonostante la lieve crescita però fare di più…
Assolutamente si. Per fare di più occorre la collaborazione delle amministrazioni pubbliche. I cittadini milanesi sono molto entusiasti di donare i loro abiti usati a persone più bisognose e i risultati che si ottengono sono superiori rispetto alla media nazionale appena citata: arrivano addirittura quasi ai 3 kg di abiti usati a persona. Questo dimostra il fatto che siamo riusciti, infatti, a trasmettere al cittadino la realtà di questo progetto, il suo obiettivo di creare valore, di creare occupazio ne e di finanziare progetti di solidarietà sul territorio. Si potrebbe fare di più e il ruolo delle amministrazioni comunali è fondamentale perché per posizionare un contenitore sul suolo pubblico c'è bisogno del permesso del comune. Tutti i nostri cassonetti sono presenti solo in quei luoghi dove il comune ha conferito questo tipo d'incarico. 

 
 

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