26 Febbraio 2016
Giuliano Giulianini
CICLO DEI RIFIUTI
26 Febbraio 2016
Giuliano Giulianini

C'è plastica e plastica

CONAI, il consorzio che regola la filiera del riciclo degli imballaggi, annuncia novità sul contributo obbligatorio richiesto agli imprenditori: pagherà meno chi utilizza plastiche più riciclabili.

Secondo l'ultimo rapporto "L'Italia del Riciclo", pubblicato dalla Fondazione Sviluppo Sostenibile, nel 2014 il riciclaggio degli imballaggi è cresciuto del 2%, arrivando al totale del 66%. In particolare sono state raccolte 830.000 tonnellate di imballaggi plastici, con un incremento dell'8% sulla raccolta dell'anno precedente. 790.000 tonnellate sono state avviate al riciclo: questo totale rappresenta il 38% di quanto immesso nel mercato.

Il CONAI, Consorzio Nazionale Imballaggi, è un organismo privato senza scopo di lucro che riunisce circa un milione di imprese italiane produttrici o utilizzatrici di imballaggi. Attraverso il versamento di un "Contributo Ambientale" inserito nelle fatture, le imprese contribuiscono a finanziare la raccolta, la differenziazione, il riciclo e il riutilizzo di imballaggi d'acciaio, alluminio, carta, legno, plastica e vetro, impedendo così che questi materiali riutilizzabili finiscano in discarica.
Finora il contributo ambientale è stato unico, una cifra prefissata per ognuno dei sei materiali: da un minimo di 4 euro a tonnellata per gli imballaggi in carta, ad un massimo di 188 euro a tonnellata per quelli in plastica (tariffe del 2015). Il costo relativamente elevato del contributo ambientale per la plastica è giustificato dalla difficoltà di differenziare i vari tipi di plastiche: alcuni sono facilmente selezionabili e riutilizzabili, altri sono di difficile trattamento. Ora il CONAI ha deciso di stabilire tariffe diverse a seconda del tipo di plastica utilizzato nei singoli imballaggi: un contributo più basso per le plastiche "facili", e più oneroso per le altre.
A questo scopo sono stati definiti 60 tipi di imballaggi, classificati poi in tre categorie che definiranno tre livelli tariffari. Gli imprenditori, per risparmiare sul contributo, saranno così incentivati a produrre, ordinare e utilizzare materiali e soluzioni di imballaggio più sostenibili. Per quantificare il nuovo contributo ambientale sono stati individuati tre parametri: 1) la facilità di selezione degli imballaggi che arrivano alla fase del riciclo; 2) l'effettiva riciclabilità del materiale plastico; 3) il circuito di destinazione, distinguendo tra domestico e commerciale/industriale.
A questo punto inizia un periodo di sperimentazione e verifiche che durerà circa un anno, al termine del quale saranno definite le tre tariffe del nuovo contributo ambientale per gli imballaggi di plastica. “Sono orgoglioso del lavoro fatto e del traguardo raggiunto, essendo da tempo convinti di come il contributo unico per materiale non premi adeguatamente la ricerca e l’impegno verso imballaggi più orientati all’economia circolare" - ha dichiarato Roberto De Santis, presidente del CONAI, che ha poi annunciato soluzioni simili anche per gli altri materiali: "Abbiamo deciso di cominciare dagli imballaggi in plastica, il materiale più complesso per la varietà delle tipologie e per le tecnologie di selezione e di riciclo; in seguito potremo andare avanti sugli altri materiali”.

 
 

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