6 Febbraio 2018
Fabrizio Cavallina
CICLO DEI RIFIUTI
6 Febbraio 2018
Fabrizio Cavallina

Compost: la soluzione sostenibile

I Molti pro del compostaggio: ricicla i rifiuti organici destinati alle discariche; migliora le caratteristiche chimiche dei terreni dov'è usato; evita immissione di CO2 in atmosfera; fa risparmiare fertilizzanti chimici all'agricoltura.

Tra risparmio economico e beneficio ambientale il settore del biowaste è in costante crescita: in Italia nel 2016 sono state prodotte 2 milioni di tonnellate di ammendante compostato. Il compost – fertilizzante ottenuto tramite un processo di trasformazione dei rifiuti organici – rappresenta una risposta efficace alla domanda di sviluppo sostenibile, collocandosi perfettamente nel disegno di riutilizzo previsto dall’economia circolare. L’utilizzo di compost durante le attività agricole, infatti, mantiene nel suolo la fertilità e allo stesso tempo riduce l’uso da parte dei consumatori di fertilizzanti minerali (spesso provenienti da energie non rinnovabili) che in seguito finiscono per essere avviati in processi “meno virtuosi” come le discariche e l’incenerimento. I risultati ottenuti tramite il compostaggio includono, inoltre, un risparmio economico rilevante: la filiera del biowaste permette di risparmiare fino a 30 milioni di euro proprio rispetto all’utilizzo di concimi minerali e di sintesi. A confermare la costante crescita del settore è il CICConsorzio Italiano Compostatori – che ha presentato i numeri in occasione dell’VIII Interregionale Forum sul Compostaggio e la Digestione Anaerobica nell’ambito della Fieragricola 2018 a Verona.

La trasformazione dei rifiuti organici in compost – sottolinea il CIC – ha contribuito a stoccare dal suolo 600.000 tonnellate di sostanza organica e – conseguentemente alla riduzione dell’utilizzo di fertilizzanti minerali – ha permesso di risparmiare 3,8 milioni di CO2 rispetto agli eventuali avvii nelle discariche. I casi di utilizzo del fertilizzante sono variegati: dalla cerealicoltura fino all’olivicoltura, la viticoltura e la risicoltura. Non solo. Nel 2015, ad esempio, la società Herambiente ha commercializzato in Qatar circa 3600 tonnellate di compostato ammendante impiegato in seguito per la creazione di parchi e giardini a Doha, comportando una rinaturalizzazione del suolo in territori a prevalenza sabbiosa. L’apporto di compost migliora la qualità del terreno poiché reintegra il carbonio e i principali elementi nutritivi – come l’azoto, il fosforo e il potassio – e riavvia il processo dei cicli biologici. Proprio poiché determina effetti agroalimentari positivi l’ammendante compostato nel 60% dei casi viene utilizzato dalle aziende agricole. Seguono il settore del florovivaismo (30%) e l’industria dei fertilizzanti (10%) per la vendita a vivai e alla grande distribuzione.

Diffondere questi prodotti significa promuovere uno strumento efficace contro erosione, impermeabilizzazione, perdita di biodiversità e contaminazione” spiega Massimo Centemero, direttore del Consorzio Italiano Compostatori. Le aziende italiane del settore lavorano sia in ambito agricolo sia urbano, da dove provengono le maggior quantità di scarti raccolti attraverso la raccolta differenziata. Acea Pinerolese ha utilizzato il compost per contrastare i fenomeni di moria dei kiwi e melo in alcune regioni frutticole del Nord Italia. Oppure il progetto TerraViva realizzato da Tecnogarden Service si è occupato della consegna di compost ai principali orti urbani milanesi, dove sono confluite 1000 tonnellate di fertilizzante ricavato dai rifiuti organici. 

 
 

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