15 Novembre 2013
Samanta La Manna
CICLO DEI RIFIUTI
15 Novembre 2013
Samanta La Manna

Giustizia ambientale (almeno questa volta) è fatta

È in Italia Pablo Fajardo il legale della causa contro l’azienda petrolifera che ha inferto danni gravissimi all’Amazzonia e che ora può cambiare le sorti della giurisprudenza sull’ecologia

“Un precedente importantissimo, un passo avanti storico e la dimostrazione che la giustizia è alla portata anche dei più poveri e vulnerabili, una sentenza che può aprire la strada ad altre azioni giudiziarie”. Così Pablo Fajardo commenta la ratifica da parte della Corte Nazionale di Giustizia dell'Ecuador della condanna per danno ambientale inflitta alla Chevron Texaco nel 2011. L’azienda è stata ritenuta colpevole per i danni inferti all’ambiente e alla salute delle comunità amazzoniche dalle attività estrattive.
Fajardo è l'avvocato della causa ed è il vincitore 2008 del Golman Prize per l'ecologia. “La Chevron - spiega il legale - fu condannata nel 2011 dalla Corte della provincia amazzonica di Sucumbíos a pagare 9,5 miliardi di dollari, ammontare che duplicava se l’industria petrolifera non chiedeva perdono per i danni ambientali dei quali era imputati”. La Chevron Corporation, azienda petrolifera statunitense con il suo quartier generale in California, è attiva in più di 180 Paesi del mondo, disponendo di importanti giacimenti petroliferi e di gas naturale, raffinerie di petrolio e petroliere, e registra un fatturato di 27.342 milioni di dollari.
Sottoposta a giudizio in Ecuador per l'inquinamento di acque e foresta amazzonica in seguito all'estrazione del greggio da parte di Texaco - con cui Chevron si è fusa nel 2001 - l'accusa è che l'inquinamento da petrolio sia causa di aborti spontanei, malformazioni, leucemie e cancro nella popolazione locale. In prima battuta è stata condannata dall'Ecuador a risarcire 18 miliardi di dollari, la più grande multa della storia in assoluto, ma ha ricusato la sentenza davanti alla Corte Nazionale di Giustizia.
Il tribunale equadoregno, però, ha confermato la sentenza, riconoscendo ancora una volta la responsabilità dell’impresa nel più rande disastro compiuto a causa di attività estrattive in una regione amazzonica, solo eliminando la clausola che prevedeva il raddoppio della pena pecuniaria per le mancate scuse (che nel frattempo sono arrivate) e riportando quindi il risarcimento dovuto a 8,6 miliardi di dollari, ai quali va aggiunto un ulteriore 10% come risarcimento al Frente de Defensa de la Amazonía, la coalizione di comunità, soprattutto indigene, che ha denunciato la Chevron.
In questi giorni Pablo Fajardo è in Italia, ospite dell'Associazione A Sud e del Centro di Documentazione sui Conflitti Ambientali, per una Conferenza Internazionale sulla Giustizia Ambientale organizzata per il 15 novembre a Roma, nell'ambito del progetto internazionale di ricerca Ejolt, che riunisce accademici, ricercatori e attivisti di 23 organizzazioni partner di tutto il mondo. Il progetto ha come obiettivo mettere in contatto dipartimenti universitari e organizzazioni sociali che lavorano sui conflitti ambientali, dando visibilità alle lotte sociali e mirando alla costruzioni di strumenti utili alle comunità locali.

 
 

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