27 Novembre 2013
Redazione
CICLO DEI RIFIUTI
27 Novembre 2013
Redazione

Riciclo e riuso creativo, aiutano l’ambiente e il Made in Italy

Quando il riciclo e il riuso creano valore aggiunto, valorizzano il made in Italy e aiutano l’ambiente

Roma capitale del riuso creativo: lo scorso 22 novembre, dalle 11 alle 19, nel Teatro Patologico si sono svolte esposizioni, incontri, laboratori dell’arte delle mani, sfilate di moda critica, concerto musicale con strumenti ecosostenibili, tutto con un unico obiettivo: parlare di riuso e sostenibilità. Stiamo parlando di Re-Made in Italy, la mostra-evento organizzata dalla Cooperativa il T-Riciclo. “L’obiettivo è presentare un modo diverso di usare le mani che è un po’ più antico ma che fino a pochi anni fa ha rappresentato l’unico modo in cui si produceva. E questo si chiama artigianato che è anche genialità creativa” ha affermato la presidente della Cooperativa Laura Buffa aprendo l’evento. Largo quindi all’artigianato che utilizza materiali di scarto e che dà nuova vita a oggetti non più utilizzati. Un modo alternativo per rilanciare il marchio del Made in Italy.

Un evento questo che, nonostante il tempo incerto e la giornata lavorativa, ha riscosso un discreto successo. Più di 200, fanno sapere dalla Cooperativa, coloro che hanno partecipato ai tantissimi laboratori manuali tenuti da artigiani esperti e che hanno assistito alla sfilata di moda critica e al concerto ecosostenibile, sintomo sicuramente di un cambiamento in atto, di una nuova sensibilità verso questa importante tematica che sempre più si sta facendo largo anche nel nostro Paese. Molto interesse, ha raccontato la presidente della Cooperativa Laura Buffa, è stato dimostrato anche per l’incontro con Maria Rita Parsi, psicoterapeuta e Presidente della Fondazione “Movimento Bambino Onlus”. La dottoressa Persi, nell’incontro, ha sottolineato come il riciclo rappresenti una forma di terapia in quanto, riciclando un oggetto, si impara anche a guardarsi dentro. Ha inoltre evidenziato l’importanza dell’uso delle mani per far rivivere cose messe da parte e buttate via.

Ma Re-Made in Italy ha voluto mettere l’accento anche su un altro punto fondamentale, molto spesso sottovalutato: le abilità manuali in un contesto di crisi come questo, possono rappresentare, soprattutto per i più giovani, un’alternativa professionale per il domani.

Anche perché il riuso può portare ricchezza a partire da qualcosa di già esistente e che non viene più utilizzato. Ma può aiutare anche l’ambiente: in questo modo, infatti, viene ridotto drasticamente l’uso di risorse naturali e tanta energia necessaria per la produzione di materie prime. E l’inquinamento atmosferico provocato dalle discariche e dagli inceneritori dove vanno tutti i materiali non differenziati verrebbe eliminato. Con un grandissimo guadagno non solo per l’ambiente, ma anche per i nostri portafogli.

Siamo abituati ad un consumo compulsivo, sfrenato, senza regole. Consumo che porta poi inevitabilmente allo spreco. È giunto il tempo di invertire questa rotta, spostandoci drasticamente e velocemente su pratiche di consumo più ragionate. Ecco allora che il riuso e il riciclo possono diventare preziosi alleati per combattere lo spreco in tutte le sue sfaccettature. Re inventare diventa la parola d’ordine. Anche un po’ per re-inventarci, creare un nuovo modo d’essere con lo scopo di far (ri)nascere in noi una coscienza e una nuova attenzione verso l’ambiente.

Fortunatamente la pratica del riuso e del riciclo non è un’utopia e in modo particolare nella nostra provincia l’attenzione collettiva verso questa tematica è abbastanza alta. E questo evento ne è stata una prova.

 
 

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