7 Febbraio 2017
Gabriele Renzi
CICLO DEI RIFIUTI
7 Febbraio 2017
Gabriele Renzi

Rifiuti: italiani più educati, imprese più produttive

Il bilancio a 20 anni dall’introduzione del decreto Ronchi sui rifiuti: più differenziata, meno rifiuti in discarica e un settore economico in crescita

Sono passati vent’anni dall’introduzione del cosiddetto “Decreto Ronchi”, normativa che nel 1997 andava a regolamentare il settore della raccolta dei rifiuti nel nostro Paese. Per ricordare l’anniversario e fare un bilancio a 20 anni da quella riforma, la Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, di cui l’ex ministro Edo Ronchi è oggi presidente, ha realizzato una pubblicazione presentata oggi a Montecitorio: “La riforma dei rifiuti a 20 anni dal D.Lgs 22/97 e alla vigilia del nuove Direttive rifiuti-circular economy”.

 
A 20 anni di distanza il bilancio è certamente positivo se si pensa che nel nel 1997 venivano avviate in discarica 21,3 milioni di tonnellate di rifiuti (l’80% dei rifiuti urbani) e che la raccolta differenziata non arrivava al 9%, mentre nel 2015 (dati Ispra) i rifiuti smalti in discarica sono scesi al 26% e la raccolta differenziata è arrivata al 47,6% .
 
“Con quella riforma – ricorda Edo Ronchi - scegliemmo di anticipare, non senza difficoltà, gli indirizzi europei sulla gerarchia nella gestione dei rifiuti, assegnando una netta priorità al riciclo rispetto al largamente prevalente smaltimento in discarica e anche rispetto alle proposte che assegnavano priorità all’incenerimento di massa.”
Risultati merito della riforma, dunque, ma anche dell’atteggiamento degli italiani, come ricorda un’indagine IPSOS promossa da CONAI (Consorzio Nazionale Imballaggi).
Secondo la ricerca, infatti, il 91% degli italiani dichiara di praticare abitualmente la raccolta differenziata, il 93% la considera una utile necessità e il 32%, in pieno stile economia circolare, è convinto che non rappresenti un problema, ma piuttosto una risorsa.
Non siamo però ancora convintamente green: il 58% dichiara di effettuare la raccolta perché si è più attenti all’ ambiente, ma il 42% la fa solo perché è obbligatorio.

Miglioreremo, nel frattempo il settore della gestione dei rifiuti cresce. Dall’introduzione del CONAI (con il decreto Ronchi) l’avvio al recupero degli imballaggi è salito dal 33% del 1997 al 78,5% dell’immesso al consumo nel 2015 ed è per quanto riguarda l'avvio al riciclo, al 67%, due punti sopra l’obiettivo  del 65% che la nuova Direttiva indica per il 2025.
L’aumento dei rifiuti avviati il riciclo ha inoltre fatto crescere il settore industriale della green economy che, solo nel comparto della gestione dei rifiuti, conta oltre 6.000 imprese (+ 10% rispetto al 2008), 155 mila addetti e un fatturato di circa 50 miliardi di euro.

“Quella riforma ha consentito di far decollare l’industria verde del riciclo dei rifiuti. - dichiara ancora Ronchi - Quel sistema potrebbe consentire di raggiungere anche i nuovi e più impegnativi target europei di riciclo  a condizione che venga applicata in modo omogeneo su tutto il territorio nazionale recuperando i ritardi che ancora persistono in alcune grandi città (come Roma e Napoli) e in 5 regioni del Sud: Basilicata (31% RD), Puglia (30%), Molise e Calabria (25%), Sicilia (13%). Il recupero di questi ritardi sarà essenziale per raggiungere i nuovi obiettivi europei: il 60% di riciclo dei rifiuti urbani per il 2025 e 65% entro il 2030. Molto importante sarà anche aggiornare i decreti sul recupero dei rifiuti speciali per avere una più estesa ed efficiente diffusione del riciclo con il regime di end of waste”.

 
 

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