10 Settembre 2013
CICLO DEI RIFIUTI
10 Settembre 2013

Sacchetti di plastica: Walter Ganapini racconta il cambio di rotta italiano

Presentato a Roma "Bioplastiche: un caso studio di bioeconomia in Italia".

Il testo curato da Walter Ganapini ed edito da Kyoto Club (Edizioni Ambiente, Collana "KyotoBooks"), si inserisce nell’attuale dibattito legato alla pubblicazione del Libro Verde della Commissione Europea sui rifiuti plastici.
Progressi della ricerca e dell’innovazione nel settore delle bioplastiche biodegradabili e sviluppo virtuoso della filiera del compost di qualità da rifiuto municipale raccolto in modo differenziato. È dalla connessione tra questi due ambiti che negli ultimi anni sono scaturiti una serie di comportamenti e di iniziative che collegando tra loro imprese, istituzioni, enti di ricerca, associazioni di settore, hanno generando l’humus connettivo ideale per promuovere un modello economico, sociale e ambientale che ha messo al centro l’uso efficiente delle risorse.

Nasce da qui il caso, il modello italiano che il testo di Ganapini descrive e pone "L’Italia all’avanguardia in Europa nel settore delle bioplastiche", come ha dichiarato Francesco Ferrante, Vice Presidente di Kyoto Club. "La legislazione nazionale, con il divieto sugli shopper in plastica convenzionale, seppure con qualche esitazione e difficoltà, ha finalmente saputo cogliere l’opportunità offerta dall’innovazione tecnologica per sostenere un nuovo sviluppo sostenibile capace di dare un futuro alla chimica. Si tratta di un futuro che si sta già costruendo, per esempio in Sardegna; ora è necessario completare questa rivoluzione, difendendo la norma in Europa e sostenendo tutte le riconversioni industriali basate sui principi della sostenibilità".

Dal 1 Gennaio 2011 la legislazione italiana prevede che gli unici sacchi monouso commercializzabili siano quelli biodegradabili e compostabili secondo la norma armonizzata UNI:EN 13432:2002, e che che quelli in plastica tradizionale debbano rispondere ai criteri della durevolezza e della riutilizzabilità, con spessori differenti a seconda della tipologia e della finalità d’uso.
Immediati i benefici ambientali: un decremento complessivo del consumo di sacchi usa e getta pari a circa il 50% nella grande distribuzione, la riduzione del conferimento in discarica del 20,7%, con un conseguente risparmio annuo di circa 5,1 milioni di euro; l’abbattimento del 29% delle emissioni di CO2, principalmente correlato al risparmio di energia necessaria per recuperare e smaltire i rifiuti in plastica, e la riduzione dell’impiego di petrolio. Inoltre, circa il 50% dei sacchi per la raccolta del rifiuto organico sono biodegradabili e compostabili e rappresentano una opportunità per estendere le raccolte differenziate del rifiuto organico nelle municipalità che ancora non l’hanno attivata o di risparmiare per quei comuni virtuosi che l’hanno già implementata da anni.
Notevole inoltre il consenso presso l’opinione pubblica, oltre il 90% dei cittadini italiani (fonte ISPO 2012) ritiene la legge un passo in avanti nella tutela dell’ambiente.

Questo in un paese che con le plastiche combatte da tempo come confermato da Stefano Ciafani, Vice Presidente nazionale di Legambiente.
"I dati emersi dal monitoraggio di Goletta Verde e Accademia del Leviatano nel Mar Tirreno evidenziano come la quasi totalità dei macro rifiuti galleggianti siano di plastica e, tra questi, la percentuale più consistente è quella che riguarda le buste – ha dichiarato in sede di presentazione del volume - Questo dimostra che il fenomeno della plastica in mare è un problema di dimensione globale e non riguarda solo l’Oceano Pacifico: l’Italia e il Mar Mediterraneo, infatti, sono particolarmente coinvolti e pertanto sono necessarie misure drastiche. L’Italia fino al 2010 era il primo paese europeo per consumo di sacchetti di plastica usa e getta, con una percentuale di consumo pari al 25% del totale commercializzato in Europa, e solo grazie all’entrata in vigore del bando sugli shopper non compostabili ha ridotto questa percentuale. Inoltre la sua posizione centrale nel Mediterraneo fa sì che il ruolo italiano nella tutela dell’ecosistema marino sia di cruciale importanza. È per questo che ci appelliamo alla Commissione europea affinché estenda a tutti gli Stati Membri il modello italiano del bando degli shopper non compostabili, per compiere un passo in avanti nella salvaguardia dei mari, per rafforzare il fronte comunitario sulla corretta gestione dei rifiuti, per tutelare la biodiversità e la fauna marina e per raggiungere uno degli obiettivi della direttiva quadro europea per la Marine Strategy".
Apprezzamenti anche dal Ministro dell’Ambiente Andrea Orlando, che in una nota definisce il lavoro di Ganapini “un contributo prezioso nel promuovere l’uso di imballaggi di plastica biodegradabile”.

 
 

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