27 Novembre 2012
Redazione
CICLO DEI RIFIUTI
27 Novembre 2012
Redazione

Torino, il Tar ha respinto il ricorso di Pro Natura sull’incerenitore di Gerbido

"TRM s.p.a, la Provincia ed il Comune di Torino hanno rispettato tutte le procedure per l'attività dell'inceneritore del Gerbido". Lo scrive il Tar del Piemonte nella sentenza che respinge il ricorso presentato da Pro Natura e da 19 cittadini che chiedeva di annullare il rinnovo dell'Autorizzazione Integrata Ambientale concessa dalla Provincia il 6 febbraio. I sette motivi addotti da Pro Natura sono stati in parte ritenuti irricevibili per tardività e in parte respinti.

Nel ricorso venivano asserite, avevano fatto sapere i ricorrenti in occasione della presentazione, "violazioni rispetto alla recente e consolidata giurisprudenza amministrativa in materia di V.I.A. (ossia la valutazione dell'impatto ambientale dell'impianto sul territorio circostante), sulla base della legislazione ambientale interna, di norme europee in materia, nonché della Costituzione Italiana". Secondo i proponenti, inoltre, "l’aspetto più innovativo del ricorso era che in esso erano presenti richieste volte a far valere la grave omissione dell’esame prioritario delle alternative all’incenerimento; esame prioritario dovuto in base alla vigente normativa internazionale ed europea, motivato dalla ormai scientificamente accertata tossicità per l’uomo di taluni inquinanti emessi da questi impianti e rispetto al quale il ricorso alle migliori tecnologie disponibili è criterio che opera in subordine".
"Tra le ragioni che hanno indotto i magistrati a ritenere infondato il ricorso - scrive TRM in un comunicato - desideriamo riportare uno stralcio del testo della sentenza che recita come segue, in risposta ad uno dei motivi presentati dai ricorrenti:
[…] Gli stessi studi medici – prodotti in giudizio dai ricorrenti in tomi ponderosi ma richiamati negli atti difensivi con estrema parsimonia – oltre a non attestare alcuna correlazione diretta, concreta e scientificamente accertata tra gli impianti in questione e il prodursi delle patologie, non appaiono comunque conferenti alla tesi di parte ricorrente, essendo stati elaborati con riferimento ad un diverso contesto territoriale e, soprattutto, ad impianti di incenerimento di prima generazione risalenti nel tempo e diversi da quello del Gerbido. Per contro, la documentazione versata in atti attesta che l’istruttoria svolta dall’amministrazione provinciale prima in sede di VIA e poi in sede di rilascio dell’AIA è stata condotta in modo approfondito e rigoroso coinvolgendo tutti gli aspetti contestati dai ricorrenti tanto da aver superato positivamente il vaglio di numerosi pronunciamenti giurisdizionali sia in primo grado che in appello. […]
Inoltre - si legge ancora nel comunicato - esaminando il penultimo dei motivi presentati dai ricorrenti che hanno lamentato l’esclusione di alcuni parametri tra gli inquinanti da sottoporre a controllo, i magistrati hanno così risposto: 
[…] le misure di controllo cautelativo previste nel provvedimento a carico dell’ARPA anche in relazione a tale specifico profilo costituiscono un ulteriore presidio di buona e corretta gestione dell’inceneritore anche in relazione alle sostanze inquinanti paventate dai ricorrenti. […]"

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