25 Luglio 2013
Cecilia Moretti
CITTÀ E TRASPORTI
25 Luglio 2013
Cecilia Moretti

ARPA Emilia Romagna, la Bologna del futuro sarà più calda

È uscito per il progetto BLUEAP uno studio sul profilo locale climatico del capoluogo emiliano: solo con la conoscenza del territorio possiamo affrontare il cambiamento climatico

“Aspettare il meglio e prepararsi al peggio: ecco la regola”, scriveva Fernando Pessoa. Con le parole di un poeta potrebbe riassumersi così la strategia voluta dall’Europa per fronteggiare il cambiamento climatico: gli Stati membri devono adottare misure coerenti e precise per non farsi trovare impreparati dalle evoluzioni del clima.
In Italia la città pilota è il capoluogo emiliano, che per prima, grazie al progetto BLUE AP - un Piano di Adattamento ai Cambiamenti Climatici per il Comune di Bologna (Bologna Local Urban Environment Adaptation Plan for a Resilient City), coordinato dal Comune cittadino e realizzato assieme a partner importanti come Kyoto Club, Ambiente Italia e ARPA Emilia Romagna -, avrà gli strumenti per affrontare la sfida del mutamento di clima, ormai una priorità a livello nazionale e internazionale.

Nell’ambito del progetto, che inaugurato a fine 2012 si concluderà il 30 settembre 2015, ARPA Emilia Romagna ha realizzato uno studio per definire un profilo locale climatico (LCP – Local Climate Profile) che serva a comprendere i cambiamenti climatici su scala locale. Se la conoscenza dell’entità del cambiamento, la definizione dei possibili impatti, l’analisi delle vulnerabilità delle componenti della struttura cittadina sono infatti fondamentali, è però molto importante capire che lo studio di questi elementi non può prescindere dal locale.
“Le proiezioni globali dei cambiamenti climatici possono dare un indirizzo generico – spiegano Lucio Botarelli e Rodica Tomozeiu di ARPA Emilia Romagna in un’intervista su Blueap.eu - ,ma solo una regionalizzazione dei principali indicatori climatici, quali temperature minime e massime, precipitazione, giorni con temperatura superiore a certe soglie o senza precipitazione, possono veramente indicare l’ampiezza dell’impatto per quel determinato ambito di studio”.
 
È proprio questa la logica del lavoro realizzato da ARPA: partire dai risultati registrati su scala europea per scendere a quelli regionali e poi cittadini. In quest’ottica è stata messa a fuoco una serie di indicatori climatici di temperatura e precipitazioni, sia per i valori medi che estremi, partendo dai dati osservati nella stazione di Bologna della rete storica del Servizio IdroMeteoClima di ARPA e scegliendo come scenari futuri per la città i periodi 2021-2050 e 2070-2099. Solo, infatti, valutando quale sarà il cambiamento si possono mettere in atto le strategie per affrontarlo e questo è il verdetto: la Bologna del futuro sarà più calda e, presumibilmente, meno piovosa.
 
Dal 1951 al 2011, in tutte le stagioni, a Bologna sono state osservate, raccontano sempre Botarelli e Tomozeiu, tendenze significative di aumento della temperatura, con un valore medio di circa 0,3 gradi per decade. Sono risultate in aumento anche le ondate di calore, ossia dei giorni consecutivi con temperature massime giornaliere superiori a 33 gradi, in diminuzione, invece, i giorni con gelo, quando la temperatura minima è inferiore a 0 gradi. L’aumento, sottolineano gli esperti ARPA, è stato più marcato dopo gli anni ’90, quando sono state osservate forti anomalie, come ad esempio durante l’estate 2003 e l’inverno 2007-2008.
Per le precipitazioni, le tendenze sono state differenziate tra le diverse stagioni: diminuzione per l’inverno e la primavera, un lieve aumento per l’autunno. Per l’estate si è rilevato un incremento del numero massimo di giorni consecutivi senza piogge e un aumento della frequenza di giorni con precipitazioni intense.

Per quanto riguarda il futuro, l’incremento medio delle temperature cui va probabilmente incontro Bologna è di 2 gradi per il periodo 2021-2050 rispetto al clima 1961-1990. A fine secolo i possibili segnali di aumento potranno essere ancora più marcati, con anomalie medie superiori a 3 gradi (e un conseguente aumento anche delle ondate di calore). Per entrambi i periodi, si prevede che le anomalie più forti potranno verificarsi durante il periodo estivo con valori medi rispettivamente di 2,5 e di 5,5 gradi. Sempre secondo le proiezioni ARPA, per quanto riguarda le precipitazioni sarà possibile un calo, probabilmente più marcato nel secondo periodo quando la diminuzione potrà essere circa del 30% per la stagione estiva.

 
 

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