23 Gennaio 2019
Giorgia Martino
CITTÀ E TRASPORTI
23 Gennaio 2019
Giorgia Martino

Città soffocate dallo smog: Brescia la più inquinata

Il Rapporto "Mal'aria 2019" di Legambiente ritrae un'Italia che soffre per limiti eccessivi di polveri sottili e ozono. Il rimedio? Una mobilità sostenibile

Troppe auto e scarsa importanza data alla mobilità sostenibile: sono questi i principali imputati dell'inquinamento dell'aria, come emerge da Rapporto "Mal'aria di città 2019" di Legambiente, da cui emerge la situazione di un'Italia soffocata dallo smog, sia d'estate che d'inverno. I dati si riferiscono al 2018, prendono come indicatori i valori di polveri sottili e ozono e sono da codice rosso.

Sono stati infatti ben 55 i capoluoghi di provincia che hanno superato i limiti di giornate all'anno in cui, nell'aria, si possono oltrepassare i valori massimi per polveri sottili e ozono. Limiti riconducibili a 35 giorni per il Pm10 e a 25 per l'ozono.

La città che l'anno scorso ha dato i risultati più preoccupanti, superando i limiti di giornate fuorilegge, è Brescia (Villaggio Sereno) con 150 giorni in cui, in tutto il 2018, sono stati superati i limiti di ozono e polveri sottili (47 per il Pm10 e 103 per l’ozono), seguita da Lodi con 149 (78 per il Pm10 e 71 per l’ozono), Monza (140), Venezia (139), Alessandria (136), Milano (135), Torino (134), Padova (130), Bergamo e Cremona (127) e Rovigo (121).

La prima città fuori dalla pianura padana è Frosinone, nel Lazio, con 116 giorni di superamento (83 per il Pm10 e 33 per l’ozono), seguita da Genova con 103 giorni (tutti dovuti al superamento dei limiti dell’ozono), Avellino con 89 (46 per il Pm10 e 43 per l’ozono) e Terni con 86 (rispettivamente 49 e 37 giorni per i due inquinanti).  

Tra le principali fonti di emissione, vi sono il riscaldamento domestico, le industrie, le pratiche agricole. Ma, come già accennato, il primo posto è detenuto dal traffico: l’auto privata continua ad essere il mezzo più utilizzato, tanto che se ne contano 38 milioni che soddisfano il 65.3% degli spostamenti.

Per questo per Legambiente la sfida principale che oggi l'Italia deve affrontare riguarda proprio la mobilità, limitando l'inquinamento da auto. Come si legge nel comunicato, "è questo il filo conduttore al centro delle proposte che l’associazione ambientalista ha riassunto in Mal’aria 2019 e incentrate proprio sul tema della mobilità sostenibile, già praticata da alcune città (come Bolzano, Firenze, Pisa, Torino e Milano dove il 50% degli abitanti usa i mezzi pubblici, cammina e pedala)".

Per Legambiente, per far uscire l'Italia dall'emergenza smog occorre innanzitutto realizzare un Piano Nazionale contro l'Inquinamento con misure strutturali ed economiche efficienti, otre a redigere PUMS con nuove strategie per ripensare strade e spazi pubblici, soprattutto tramite la creazione di ampie aree verdi urbane.

Ancora, è necessario ridurre il tasso di motorizzazione, dando vita a bonus e incentivi più efficaci per chi vuole rottamare la propria auto inquinante e comprarne una più ecologica, potenziando il trasporto pubblico e implementando piste ciclabili.

L'importanza del superamento di tale situazione drammatica, per Legambiente sta negli stessi numeri delle vittime che, di anno in anno, si registrano a causa dello smog. Nel documento si fa riferimento anche al rapporto annuale dell’Agenzia Europea per l’Ambiente (EEA), redatto nel 2018 con dati aggiornati al 2015, che afferma che "in Europa siano oltre 422.000 le morti premature all’anno per inquinamento atmosferico e l’Italia, purtroppo, si colloca tra i paesi europei peggiori, con più decessi in rapporto alla popolazione, pari a più di 60.600 nel solo 2015".

 
 

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