CITTÀ E TRASPORTI
11 Dicembre 2018
Giorgia Martino

EEA: le auto elettriche inquinano meno nell'intero ciclo di vita

Secondo un recente rapporto dell'Agenzia Europea dell'Ambiente, il maggiore impatto ambientale della produzione dei veicoli elettrici, rispetto a quelli a carburanti fossili, è più che compensato dall'abbattimento delle emissioni di gas e particolato durante l'uso.

Le auto elettriche hanno indubbi vantaggi, tra cui la riduzione di emissioni inquinanti e la possibilità di risparmio economico sui carburanti. Un aiuto per l’ambiente e per la tasca, dunque. Ma finora c'era il dubbio che gli alti costi ambientali per l'estrazione, il trattamento e lo smaltimento a fine vita di componenti essenziali per le auto elettriche rendessero l'intero ciclo di vita di queste macchine meno "ecologico" di quelle tradizionali a diesel o benzina. Ed è proprio questo ciò che analizza il Rapporto dell’EEA (European Environment Agency, l’Agenzia Europea dell’Ambiente), dal titolo “Electric vehicles from life cycle and circular economy perspectives”, che rileva informazioni fondamentali per capire quanto realmente in Europa le macchine elettriche impattino su clima, aria ed ecosistemi rispetto a quelle tradizionali.

Degli elementi che emergono dal rapporto sono incontrovertibili: i veicoli elettrici inquinano meno di quelli convenzionali nel loro ciclo di vita, ossia dal momento in cui vengono reperite le materie prime a quello in cui sono rottamate le auto dopo l'uso. Dal documento emerge che le emissioni di gas a effetto serra dei veicoli elettrici sono inferiori di un range che va dal 17% al 30% rispetto a quelle delle classiche auto benzina e diesel.

Questo, però, non vuol dire che le macchine elettriche siano totalmente ‘senza peccato’: innanzitutto anche un veicolo elettrico emette particolato proveniente da pneumatici e usura dei freni; e la sua produzione resta comunque impattante sull'ambiente. Un impatto principalmente dovuta all’estrazione e alla lavorazione di materie prime come il cobalto, il nickel e il neodimio. Secondo il documento, tuttavia, questa situazione potrebbe migliorare attraverso un approccio basato sull’economia circolare, che favorisce riutilizzo e riciclaggio di materiali e batterie.

Da un lato dunque l’incoraggiamento a una svolta decisa verso la mobilità elettrica; dall’altro la stessa EEA pubblica un nuovo briefing che riguarda l’impatto ambientale e climatico degli stessi. Ciò che viene fuori è che l’Europa non è in grado di raggiungere in tempi ottimali gli obiettivi climatici che si è posta: secondo il briefing, infatti, le emissioni di gas serra nel settore dei trasporti sono aumentate nell’Unione Europea, attestandosi nel 2017 al 28% in più rispetto ai livelli del 1990.

Questo avviene nonostante le immatricolazioni di veicoli 100% elettrici siano aumentate del 51% nell’ultimo anno, ammontando allo 0,6% del mercato dell’Unione Europea. In aumento anche le immatricolazioni di veicoli ibridi (benzina o diesel/elettrico), con un +35%, pari allo 0,8% delle nuove immatricolazioni. Restano sempre molto alte le immatricolazioni di auto "tradizionali" che in Europa rappresentno ancora il 98% del mercato, con il 53% dalle auto a benzina e il 45% di diesel.

Ridurre il consumo di petrolio nei trasporti resta una sfida per l’Unione Europea, mentre le fonti rinnovabili sono al di sotto dell’obiettivo del 10% fissato per il 2020. Questa percentuale è stata raggiunta solo da due Stati membri dell’Unione Europea, ossia Austria e Svezia.

 
 

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