31 Ottobre 2017
Fabrizio Cavallina
CITTÀ E TRASPORTI
31 Ottobre 2017
Fabrizio Cavallina

Ecosistema Urbano. Mantova la città più green d'Italia

Da un rapporto di Legambiente uno scatto di quell’Italia sostenibile ed eco-solidale. Nessuna grande città nella top ten dei centri urbani più verdi 

Mantova è la città più green d’Italia, seguita da Trento (2°), Bolzano (3°), Parma (4°), Pordenone (5°) e Nettuno (6°). C’è una buona fetta dell’Italia, infatti, che sta compiendo grandi passi avanti sul fronte del rispetto dell’ecosistema e che non ha nulla da invidiare a tante altre realtà europee. Si parla di quei centri urbani che nel corso del tempo hanno ottimizzato il proprio impatto ambientale e trovato le giuste soluzioni alle problematiche che scaturiscono, ad esempio, dal ciclo dei rifiuti piuttosto che dal consumo dell’acqua. Oppure hanno ideato proposte efficaci nei riguardi dei temi legati alla mobilità sostenibile, all’investimento sulle energie rinnovabili, alla rigenerazioni di spazi pubblici. E’ quanto emerge dai dati di “Ecosistema Urbano 2017”, l’annuale rapporto sulle performance ambientali delle città italiane pubblicato da Legambiente. Uno studio che evidenzia la capacità dei centri urbani di proiettarsi verso un nuovo modo di vivere: più sano, ecologico, efficiente e moderno.

Mantova (32 alberi ogni 100 abitanti) e Pordenone (29 alberi su 100 abitanti) figurano nella top ten tra le città più alberate d’Italia. Sempre Mantova, assieme a Bolzano, è tra i centri urbani con la più estesa rete ciclabile. A Belluno ed ancora a Bolzano si respira bene: in particolare il comune trentino in 10 anni ha ridimensionato del 40% il peso delle polveri sottili. Oristano (10°), in Sardegna, ricicla più spazzatura (70%) di tanti comuni settentrionali. Sono questi alcuni esempi green che hanno fatto sobbalzare le città citate in cima alla classifica sulle performance ambientali. Il rapporto di Legambiente si è appunto focalizzato su sei principali tematiche: aria, acqua, rifiuti, mobilità, ambiente urbano ed energia. Compie un passo in avanti anche Milano, al 31simo posto, dopo esser stata precedentemente sul fondo della graduatoria. Come? Con coraggiose scelte come l’Area C (centro storico con un limitato accesso dei veicoli), il car sharing e il potenziamento del trasporto pubblico. Bollino rosso per Enna (104°), Brindisi (102°) e Viterbo (101°) che figurano sul fondo dell’elenco. Non va meglio per Napoli (86°) e Roma (89°) ciclicamente vittime dell’emergenza smog e rifiuti e per questo tra le ultime 20 della lista.

Il rapporto – pubblicato da Legambiente con la collaborazione editoriale de Il Sole 24 Ore – analizza in particolar modo il tema della mobilità. Le stime effettuate ipotizzano un risparmio di circa 12 miliardi di euro (l’1% del PIL nazionale) se i trasporti urbani delle 14 principali città fossero più efficienti in termini di rapidità, qualità ambientale e sicurezza. In tal senso molti centri urbani negli ultimi anni si sono attrezzati per sopperire a queste mancanze: a Bolzano, Firenze, Pisa, Torino, Milano, Bologna, Venezia e Ferrara più del 50% dei cittadini cammina, pedala e utilizza i mezzi pubblici. La sharing mobility è una realtà consolidata per 1 milione di italiani, con Firenze, Milano e Torino ad essere i maggiori promotori della mobilità condivisa. L’auto però, rimane ancora il mezzo di spostamento più gettonato: in Italia sono 624 auto ogni 1000 abitanti. Numeri molto superiori a Madrid (411), Berlino (392), Londra (331) e Parigi (appena 166), considerando che nel nostro paese solamente a Genova e La Spezia si registra un tasso pari o inferiore alle 500 vetture.

L’Italia del buon eco-sistema urbano è principalmente l’Italia che fa, che fa bene e spende bene le sue risorse, che si evolve e pianifica le trasformazioni future, che non s’accontenta dello scenario contemporaneo, che in uno o più ambiti produce ottime performance o raggiunge l’eccellenza – commenta Alberto Fiorillo, responsabile aree urbane di Legambiente e curatore del report – Il rammarico è legato al fatto che questa eccellenza non riguarda in nessun capoluogo tutti gli aspetti della qualità ambientale e dei servizi al cittadino”.

 
 

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